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Pisa diventa "surrealista" con la mostra del Centre Pompidou di Parigi

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Pisa diventa "surrealista" con la mostra del Centre Pompidou di Parigi

Pisa diventa "surrealista" con la mostra del Centre Pompidou di Parigi
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Pisa mette in mostra il surrealismo con una serie di lavori, provenienti dal Centre Pompidou di Parigi, la più importante istituzione europea dedicata all'arte del Novecento: la mostra "Da Magritte a Duchamp, il grande surrealismo del Centre Pompidou" che durerà fino al febbraio 2019 focalizza la sua attenzione soprattutto sull'anno 1929, ma non solo. Ne parla il presidente del Palazzo Blu che ospita la mostra, Cosimo Bracci:

"In questa mostra per la prima volta a Palazzo Blu si parla di un movimento intero e non di un unico artista. Dal Centre Pompidou sono arrivate 150 opere degli autori che hanno partecipato al surrealismo dagli anni '24 fino al 1929: anno di crisi e polemiche nello stesso movimento".

Una mostra che ha il patrocinio del ministero per i Beni culturali, della Regione Toscana e del Comune di Pisa. In tutto 150 opere tra capolavori pittorici, sculture, collage, installazioni e su tutti il capolavoro di Magritte 'Le double secret'. Il Curatore della mostra, nonché direttore del Centre Pompidou, Didier Ottinger, spiega l'importanza del movimento:

"Credo che il movimento surrealista sia, tra le manifestazioni artistiche che si sviluppano nel 20esimo secolo, quello che presenta un carattere tra i più particolari: la sua longevità."

Un movimento, quello surrealista, che nel corso dei suoi 40 anni infatti, ha rappresentato l'arte nei suoi diversi aspetti. Mentre il Cubismo, il Futurismo e gli altri movimenti del '900, hanno avuto vita breve, il surrealismo ha potuto svilupparsi dall'inizio alla fie.

A fondare il manifesto del movimento è stato, nel 1924, Andrè Breton, che oltre a spiegare il significato del surreale in sé, ha indicato anche un modo per fondere le due realtà che caratterizzano la vita umana, ossia quella della veglia e quella del sogno.