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Elezioni in Lettonia, ancora tanti indecisi

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Elezioni in Lettonia, ancora tanti indecisi

Elezioni in Lettonia, ancora tanti indecisi
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Secondo gli ultimi sondaggi in Lettonia un quarto degli elettori è ancora indeciso a pochi giorni dalle elezioni parlamentari del 6 ottobre.

A guidare le preferenze è il partito filorusso Armonia, con il 17% dei voti. Gli oppositori politici però non vogliono formare un governo con questo partito, secondo quella che Armonia definisce la politica delle linee rosse.

"Voi rifiutate di ammettere l’occupazione, ci dicono, allora noi ammettiamo l’occupazione, poi cambiano argomento. Avete un contratto con Russia Unita! Allora abbiamo terminato l’accordo con Russia Unita. Poi si sono spostati su qualcos'altro. Siete la mano del Cremlino. E si va avanti cosi, giusto? Ed è chiaro per tutti, per qualsiasi persona pensante, qui che tutte queste ragioni ufficiali sono solo grandi bugie", afferma Vjačeslavs Dombrovskis, candidato di Armonia.

Il solo partito che non ha escluso questa cooperazione è il populista KPV.LV. È un partito con un forte approccio anti-establishment che potrebbe dargli la possibilità di diventare la terza forza politica più grande del Parlamento.

Secondo l'attuale ministra delle finanze, Dana Reizniece Ozola, invece del partito filorusso populista le persone sceglieranno la stabilità e il governo continuerà il suo lavoro con una composizione di partiti più ampia.

"Spero ancora, come ho detto, che la gente saprà leggere tra le righe, vedere e comprendere chi è chi. Non solo ascoltando le loro rumorose promesse ma anche valutando il lavoro che è stato fatto finora, e farà le scelte giuste per la stabilità e la sostenibilità", spiega.

Il numero dei partiti filoeuropei nel prossimo Parlamento potrebbe però rivelarsi troppo grande.

"Potrebbero esserci cinque, forse sei o anche sette fazioni in Parlamento e la maggior parte di loro, direi tre o quattro, avrà più o meno la stessa forza numerica, il che rende imprevedibile il processo della costruzione di una coalizione", spiega Jānis Iksten, professore universitario.

"Solo tra pochi giorni gli occupant di queste centinaia di seggi parlamentari sarà piuttosto diverso. La novità più importante sarà la presenza dei populisti. Il loro successo o fallimento alle elezioni porterà sorprese per molti", commenta Janis Laizans, Euronews.