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A processo gli "sciacalli" del Bataclan

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A processo gli "sciacalli" del Bataclan

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A processo una delle false vittime del Bataclan, il locale di Parigi dove quel maledetto 13 novembre 2015 un commando terrorista entrò durante un concerto e fece una strage.

Alexandra D. in questi anni aveva mostrato una cicatrice affermando che era il segno lasciato sulla sua pelle dal proiettile di un kalashnikov, uno dei primi sparati dai terroristi. Ha raccontato che aveva visto morire due suoi amici, che aveva sentito il sangue di uno di loro sul corpo.

Tutto falso: la cicatrice era quella lasciata da un kitesurf su una bella spiaggia di vacanze. Al Carillon lei non c' era quel 13 novembre, non erano suoi amici i morti. Ci sono state soltanto bugie: quelle raccontate ai giornalisti, ai ministri durante le cerimonie ufficiali, alle altre vittime con cui ha diviso gruppi di ascolto e lacrime, le bugie raccontate anche all' amministrazione, per ricevere i soldi dei fondi pubblici.

Fra le false vittime del terrorismo in Francia in 17 sono già finite davanti a un giudice.

Davanti alla corte del tribunale di Parigi Alexandra D. 32 anni, ha spiegato, in lacrime, che è stato «il più grosso errore della mia vita». Ha perso il lavoro, sui social è sommersa d' insulti. Le persone che hanno pianto con le stavolta erano sul banco dell'accusa.