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La guerra del carbone: l'autunno caldo della Germania

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La guerra del carbone: l'autunno caldo della Germania

La guerra del carbone: l'autunno caldo della Germania
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Siamo ad Hambach in Germania. Un luogo e un nome che in questi giorni sono sinonimo di operazioni di sgombero della foresta e di sit-in da parte di ambientalisti che manifestano contro il disboscamento voluto dal colosso energetico RWE. Un’evacuazione che ha fatto già una vittima. Si tratta di un giovane reporter che stava seguendo lo sgombero. Il ragazzo ha perso la vita dopo una caduta da un ponte sospeso tra due case sugli alberi a 15 metri d’altezza.

Il team di Insiders è riuscito ad entrare nella zona chiusa. Qui centinaia di poliziotti stanno per entrare in azione per far evacuare gli attivisti che stanno occupando illegalmente i boschi per fermare l'estensione e il lavoro della grande miniera di carbone, ritenuta responsabile dell’inquinamento. Gli ambientalisti hanno costruito qui, tra gli alberi, il loro quartier generale. E sono decisi a non mollare la presa. Hanno costruito veri e propri accampamenti, anche gli alberi. C’è chi si è barricato dentro le tende, chi si è incatenato ai rami, come questa giovane donna, che vuole restare anonima.

"Noi siamo qui sugli alberi, non possono raggiungerci, non possono distruggere la foresta quando è piena di gente. Laggiù c’è un enorme cava a cielo aperto, esiste da circa 40 anni. Vogliono distruggere questo ultimo pezzo di bosco in modo da poter trasportare la lignite, ma non abbiamo più bisogno della lignite, siamo di fronte a una rivoluzione energetica. Noi non usiamo violenza, stiamo semplicemente seduti qui. Stiamo qui sugli alberi, speriamo di rimanerci, ma non abbiamo mai usato violenza", racconta l'attivista anonima.

Chiediamo a "Ghost", questo il suo nickname, di seguirla. Ma lei ci dice di no! Non vuole telecamere al seguito. La giovane, insieme agli altri attivisti, è pronta per un grande presidio. Hanno acqua e cibo per settimane. E sono decisi a resistere all'ordine di evacuazione. Pochi minuti dopo aver parlato con "Ghost", si apre un valico verso il villaggio e c’è chi cerca di rallentare l'evacuazione.

Kai, è uno studente e ci racconta che forse quello che stanno facendo è assicurato dalla legge ma è assurdo. "A Berlino in questo momento i politici discutono sull'eliminazione progressiva del carbone, lo sappiamo tutti: la fine del carbone si avvicina ..." Per Julia, un'altra studentessa: "E' incredibile quello che sta succedendo in Germania, in questi giorni, forse siamo i pionieri circa la politica sul clima. Questa foresta potrebbe essere il simbolo per dire stop al carbone, ma in questo momento questa foresta viene distrutta proprio davanti ai nostri occhi. Assurdo, davvero... "

Da decenni, sino stati già distrutti oltre 4000 ettari di foresta incontaminata. E non è finita qui. Per far ecavuare gli attivisti sono stati mobilitati circa 2000 agenti. La più grande operazione di sicurezza mai realizzata in questa regione della Germania.

La maggior parte degli occupanti opta per quella che chiamano disobbedienza civile. Altri no, come Erhard Nimtz, uno dei portavoce. E’ di Kerpen, una città situata ai margini dell'area mineraria: "Quando abbiamo lasciato la foresta di Hambach, siamo stati attaccati da due persone incappucciate e mascherate. Hanno lanciato bottiglie molotov contro di noi, contro la nostra auto, eravamo all'interno di una macchina della polizia quando sono esplose."

Il governo regionale ha allertato che le proteste potrebbero diventare violente. La polizia ha lanciato un colpo in aria dopo che diverse persone mascherate hanno attaccato alcuni agenti con delle pietre.

Il nostro inviato Hans von der Brelie ci fa notare che qui sono state scavate delle buche, sono state costruite delle barricate per rallentare le macchine della polizia. Gli occupanti della foresta si sono preparati. Noi cercheremo di parlare con loro. Laggiù c'è Beech Town, uno dei sette accampamenti costruiti sugli alberi intorno a noi.

Nella foresta di Hambach scoppia la guerra del carbone

La domanda è: c'è davvero una radicalizzazione in corso? Un gruppo di persone con il passamontagna ci chiede di interrompere le riprese. Finalmente la comunità di "Cosy Town" ci permette di filmare. Alcuni degli attivisti vivono qui da sei anni, dormendo in case sugli alberi alte fino a 25 metri. "Shiva" vive qui da un anno. La sua abitazione si chiama "Moon-House". Non sarà facile farla evacuare.

La donna non crede alla democrazia. Non crede al concetto di pari condivisione del potere, di rappresentanza e partecipazione. Le chiediamo se ha mai partecipato ad atti di sabotaggio, ma lei non risponde. Vuole parlare di violenza, linee rosse e illegalità. "RWE è un'enorme azienda energetica con molti soldi: vanno a prendere il carbone. Quello che stiamo facendo è contro la legge, è una lotta che usa mezzi illegali, non è in linea con le leggi", sottolinea la donna. "Questo sito, questo terreno appartiene a RWE. Invece di dichiararlo santuario naturale, lo hanno comprato. Quando si danneggia un posto così importante si ottiene lo stesso effetto. Noi vogliamo restare uniti, distruggere e danneggiare alcune di quelle maledette macchine, non è violenza ... Ma non userei mai la violenza contro un essere umano.”

La sua voce è senza odio, come i suoi occhi scuri. Intanto mentre la polizia forestale accelera l'evacuazione, lei ci offre del tè. Shiva ricorda ancora il momento in cui ha deciso di unirsi a "Cosy Town". È successo quando si trovava ai margini della miniera a cielo aperto. "Ho visto questo terreno così vasto e devastato, orribile come un paesaggio lunare, e più avanti, all'orizzonte, ho visto tutte quelle centrali a carbone, ho visto lo smog che usciva da quelle ciminiere, ho visto la nebbia, era inquinamento e sono rimasta scioccata, ho come avvertito l'assenza di aria pulita ... Poi mi sono voltata e ho visto questa foresta meravigliosa, piena di suoni, piena di vita, di cinguettii, i cinguettii degli uccellini, con il vento che muove tutto, un posto pieno di armonia e di colori ... Mi viene ancora la pelle d’oca , un momento straordinario," conclude Shiva.

INSIDERS | Germany's coal stand-off - Part 3

La RWE non cede

Ci spostiamo in un altro posto. Fermare le attività delle miniere non è semplice e gratuito. Ecco perché RWE, una delle multinazionali tedesche del settore energertico, insiste per andare avanti con l'estrazione della lignite. Lo stop notturna di Hambach costerebbe dai quattro ai cinque miliardi di euro.

Una miniera enorme, a cielo aperto, che si estende fino a 85 chilometri quadrati. All’inizio ci era stato confermato un appuntamento con dei responsabili di RWE, ma è stato cancellato. Un peccato. Il colosso energetico ha, dalla sua, argomenti come salvaguardare 21.000 posti di lavoro direttamente collegati al carbone. Posti di lavoro in tutta la Germania. Solo in questa regione (la Renania settentrionale-Vestfalia) si contano 10.000 posti. Poi ci sono loro i manifestanti che sono contro la distruzione della natura e il problema dell’inquinamento.

RWE assicura un approvvigionamento energetico affidabile. Le centrali elettriche a carbone forniscono energia elettrica a industrie ad alta intensità energetica 24 ore su 24, indipendentemente dalle condizioni meteo. Ma le persone pensano che si debba fare qualcosa contro le emissioni di CO2 il prima possibile. Secondo alcuni ricercatori, eliminare gradualmente l'energia nucleare e l'energia del carbone potrebbe creare un serio problema in termini di approvvigionamento energetico. Sbagliato dicono altri scienziati. La Germania finge di essere all'avanguardia nella protezione del clima, ma le cifre dicono un’altra cosa. Attualmente circa il 37% dell'elettricità tedesca è generata dalla combustione del carbone, e questo è il motivo per cui la Germania non raggiunge i suoi obiettivi climatici.

Pro e contro l'industria del carbone

Il villaggio di Morschenich sarà raso al suolo, proprio come la foresta di Hambach. Nel 2024 questa cittadina farà parte della storia. Due terzi dei residenti sono già partiti. Ma c'è una sorpresa: alcuni cittadini sono a favore della lignite. Come Petra Heller, vedova di un lavoratore di RWE: "Se dovessimo abbandonare la produzione notturna di carbone, ci sarebbero ernomi tagli di posti di lavoro, cercate di immaginare cosa potrebbe accadere a molte famiglie con bambini... non si tratta solo di ambiente ... La domanda è: cosa sta succedendo? Centinaia, forse migliaia di padri di famiglia, perderebbero il loro lavoro."

La domanda è: il carbone dovrebbe essere messo fuori uso rapidamente o dovrebbe esserci un lungo periodo di transizione? Per un altro residente non è possibile smettere la produzione di carbone durante la notte, semplicemente non è possibile farlo in un grande paese come la Germania. "Dire passiamo completamente all'energia verde "non funzionerà". "Non funzionerà. Tutte quelle grandi società industriali qui intorno, hanno bisogno dell’energia di carbone prodotta da RWE. Se oggi l’azienda decidesse di chiudere, domani saremo tutti al buio. Il concetto di energia alternativa non è ancora abbastanza avanzata." "Finché il carbone, l’oro nero è qui sotto di noi, dovrebbe essere sfruttato per continuare a fare tutto qui intorno. Questa è la mia opinione".

Intanto molti luoghi di RWE sono oggetto di atti di vandalismo, i trasformatori vengono bruciati, i treni della lignite danneggiati. Anche il pastore locale è arrabbiato con gli attivisti per il clima che si è venuto a creare.

INSIDERS | Germany's coal stand-off - Part 2

E’ domenica. Gruppi di manifestanti provenienti da tutta la regione si stanno dirigendo verso la foresta di Hambach, cercando di sviare gli agenti.

"Abbiamo attraversato la strada, io ho iniziato a correre, sono corso dall'altra parte della barriera, la polizia ha scavalcato la barriera e un poliziotto mi ha colpito dall'alto, con il suo manganello", racconta un manifestante ai nostri microfoni. La stazione di Buir, è a una fermata dalla miniera ed è anche molto vicina alla foresta. La maggior parte delle persone che partecipano alla manifestazione si attengono al percorso ufficialmente approvato. Lui è Michael Zobel, l'organizzatore della marcia: "Durante decenni, questa compagnia, Rheinbraun - oggi si chiama RWE - ha costruito una rete incredibilmente di contatti, nella politica, nei media, nei sindacati." E' difficile reagire. Date un'occhiata alla loro propaganda. La Germania vuole fissare una tempistica per dire stop all'uso del carbone entro la fine di quest'anno. Una vera sfida, ma almeno si dovrebbe congelare il disboscamento e dovrebbero smettere di radere al suolo i villaggi fino a quando non si avrà il programma."

Quando Zobel ha iniziato la sua protesta alcuni anni fa, aveva al seguito solo 50 persone. L'ordine di evacuazione del governo regionale ha trasformato la sua marcia in un corteo con circa 6000 manifestanti. "Stiamo protestando contro l'estrazione del carbone, il carbone è il modo più rapido per produrre energia elettrica, ma, produce anche maggiori emissioni di CO2. Oggi pianteremo nuovi alberi nella foresta per ingrandirla invece di distruggerla."

Intanto noi cerchiamo di parlare con Martin Kaiser. Il Direttore di Greenpeace Germania fa parte della "commissione carbone", un organo consultivo di alto livello creato all'inizio di quest'anno dal governo di Berlino. Persone pro e contro il carbone, politici ed esperti stanno discutendo per trovare un compromesso sull'esatta tempistica. L’esecutivo parla di uno stop alle miniere di carbone già alla fine di quest'anno. "La cancelliere Merkel ha promesso di ridurre le emissioni di CO2 entro il 2020. L'obiettivo è ottenere il 40% in meno rispetto al 1990, ma la Germania non riuscirà a stare nei tempi previsti.”"Tutti quei paesi europei che bruciano ancora carbone dovrebbero chiuedere le loro centrali a carbone alla fine del 2030. Per la Germania ciò significa che metà delle centrali dovranno essere spente entro la fine del 2020, le rimanenti nel 2030".

Oggi è il nostro giorno fortunato: ecco Antje Grothus. È a capo di una ONG che raccoglie le petizioni dei residenti locali. Fu la stessa Merkel a nominarla membro della "Commissione Carbone": "La Germania ha avuto un buon inizio in fatto di energie alternative, ma poi i politici hanno perso coraggio, perché la lobby del carbone è molto forte. Aziende come RWE sono estremamente potenti. Ci sono stati tentativi di far saltare questa commissione di carbone dall'esterno. Naturalmente, RWE non vuole che si trovi un compromesso. Lo sappiamo tutti, i posti di lavoro sostenibili sono posti di lavoro legati alle energie rinnovabili, non quelli relativi al carbone. Per avere energia più efficiente, dovremmo usare meno energia.”

Quando ci avviciniamo alla foresta di Hambach, alcuni manifestanti si separano dalla manifestazione autorizzata e cercano di sfondare i cordoni delle forze di polizia. Vogliono unirsi agli attivisti che hanno occupato la foresta, ritardare l'evacuazione e la distruzione dei presidi sugli alberi.

La Germania punta ad aumentare la quota di energia eolica e solare da un terzo al 65% entro il 2030 per contribuire a ridurre le emissioni di biossido di carbonio. Due tedeschi su tre sono favorevoli all'eliminazione progressiva del carbone: ritengono che favorirà la modernizzazione del Paese. Secondo un altro manifestante: "la lignite era necessaria una volta, sarebbe sbagliato demonizzarla completamente, ma oggi abbiamo alternative, dovremmo andare avanti. Smantelliamo le vecchie centrali che generano energia, costruiamo nuove alternative per generare energia. Non sto dicendo che tutto dovrebbe essere smantellato da un giorno all'altro, ma ha senso abbandonare energia nucleare e carbone e, allo stesso tempo, aumentare le energie alternative."

Questa foresta esiste da circa 12.000 anni e a causa di questa estrazione di lignite sarà spazzata via, vittima di un concetto di energia obsoleto che non durerà a lungo. La protesta nata nella foresta di Hambach ha dato il via a un movimento ben più ampio. Ogni domenica migliaia di persone si ritrovano qui per dire stop alle emissioni di C02, per cercare di salvare il pianeta dai cambiamenti climatici e per accelerare la transizione energetica. Forse la fine del carbone si sta avvicinando.

INSIDERS | Germany's coal stand-off - Part 3