Urbagestión ha eseguito mercoledì il quarto sfratto di María del Carmen Abascal, 87 anni, dall’appartamento in calle Sainz de Baranda dove viveva dal 1956, nonostante l’opposizione del Sindacato delle Inquiline e degli Inquilini di Madrid e una richiesta dell’ONU di sospenderlo
María del Carmen Abascal, per tutti Maricarmen, non è più una residente del quartiere madrileno di Retiro. È stata sfrattata mercoledì, a 87 anni, dall'appartamento di via Alcalde Sainz de Baranda 46, dove viveva dal 1956.
Era il quarto tentativo di sgombero nei suoi confronti e questa volta la commissione giudiziaria lo ha portato a termine dopo vari rinvii, mentre la Polizia nazionale allontanava a manganellate e spray al peperoncino le centinaia di persone radunate per impedirlo.
Lo sfratto di Maricarmen, completato al quarto tentativo
Dalle prime ore del mattino una folla si è radunata nei pressi del portone dello stabile, finché la Polizia non ha istituito un cordone che ha impedito l'accesso alla stampa e agli attivisti.
Verso le 10:30, dopo un'ora di trattativa tra l'avvocata della donna e gli agenti, è stato confermato l'avvio dell'esecuzione dello sfratto.
Gli agenti hanno quindi sgomberato i manifestanti, che tentavano di bloccare lo sfratto in strada, sulle scale e all'interno dell'abitazione, mentre un'ambulanza ha portato via l'anziana.
La legale di Abascal, Beatriz Duro, aveva tentato un ultimo gesto di mediazione chiedendo qualche giorno perché Maricarmen potesse trovare dove andare a vivere.
"Si sono rifiutati di darle anche solo poche ore per portare via le sue cose", ha denunciato l'avvocata.
Un contratto di affitto a canone del 1956
La vicenda legale della signora Abascal risale a quasi 70 anni fa. Il contratto di affitto fu firmato dai genitori di Maricarmen nel 1956, con il padre come intestatario.
Alla sua morte passò alla moglie e, quando anche lei è deceduta nel 2005, si è proceduto a una seconda locazione a favore di Maricarmen.
L'immobile è appartenuto per decenni a una famiglia che nel 2018 l'ha venduto alla Urbagestión Desarrollo e Inversión S.L., una società immobiliare con sede a Madrid e Valladolid che investe in edifici, abitazioni, terreni, locali commerciali, uffici e hotel.
L'azienda ha sostenuto però che il contratto di locazione si fosse estinto. Il caso è arrivato fino al Tribunale Supremo, che in marzo ha dato ragione alla proprietà, dopo un primo grado che invece aveva accolto le tesi di Maricarmen.
La pensione dell'anziana che ha una disabilità del 50% è inferiore all'affitto proposto dalla società, 2.500 euro al mese, cioè il 247% in più rispetto a quanto pagava fino ad allora.
Urbagestión, inoltre, chiede 10.000 euro al Sindicato de Inquilinas e Inquilinos de Madrid (Sindacato degli inquilini di Madrid) a titolo di risarcimento per i danni derivati dalla campagna di sostegno della signora.
Non era la prima volta che si cercava di procedere allo sgombero.
Il primo tentativo risale all'ottobre 2025 ed è stato sospeso in tribunale. Il 2 giugno c'è stato un altro tentativo, anch'esso rinviato all'ultimo momento. Questa volta non c'è stato alcun ripensamento.
L'ONU ha chiesto di fermarlo, la giustizia non lo ha impedito
Il Comitato ONU per i diritti economici, sociali e culturali aveva chiesto alla Spagna di fermare lo sfratto e di garantire una soluzione abitativa adeguata, una richiesta formulata a giugno che però non ha impedito l'esecuzione.
Al Congresso il portavoce socialista Patxi López ha difeso l'operato del Governo e ha attribuito la responsabilità della vicenda al Comune e alla Comunità di Madrid, competenti in materia di abitazione, sottolineando che la proprietà ha respinto ogni offerta di acquisto dell'appartamento.
Le autorità della capitale spagnola sono intervenute nella polemica scoppiata dopo lo sgombero, assicurando di aver già messo a disposizione di Maricarmen diverse soluzioni abitative in passato.
Il sindaco, José Luis Martínez-Almeida, ha spiegato che i servizi comunali avevano contattato la donna in precedenza, senza entrare nei dettegli per rispetto della privacy dell'interessata.
Dagli uffici comunali fanno sapere che Abascal ha espresso in modo esplicito il proprio rifiuto ogni volta che le è stata offerta una nuova soluzione, una situazione che si è ripetuta anche mercoledì, dopo l'esecuzione dello sfratto, quando le è stata offerta una sistemazione in una residenza, che lei ha infine rifiutato scegliendo di andare a vivere con alcuni parenti.
Così Maricarmen ha lasciato infine la casa in cui viveva da quando aveva 17 anni e dove sono morti i suoi genitori, ma resta uno dei simboli e dei volti più riconoscibili della crisi abitativa in Spagna.