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Iran: numerosi arresti per l'attacco di Ahvaz

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Iran: numerosi arresti per l'attacco di Ahvaz

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A New York per partecipare alla sessione annuale dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il Presidente iraniano, Hassan Rohani, espone la sua soluzione per combattere tutte le forme di terrorismo.

Il Ministro dell'Intelligence, Alavi, intanto, ha annunciato l’arresto di 22 persone sospettate di aver avuto legami con l’attentato durante la parata militare.

Hassan Rouhani, Presidente Iran:

"L'Iran resta fermo nelle sue intenzioni ed applaude calorosamente a tutti i leader favorevoli alla pace e alla tolleranza: il rimedio per il razzismo, la xenofobia, la violenza e l'odio deve essere individuato nel dialogo, nella tolleranza e nella democrazia".

Intanto, ad Ahvaz si sono svolti i funerali di alcune delle vittime dell'attentato, cui hanno preso parte migliaia di persone.

Le bare avvolte nella bandiera iraniana sono state portate a spalla sia da civili che da militari.

Secondo Teheran, la rete dei colpevoli è molto più grande rispetto alle persone arrestate.

Poche ore prima, l'ISIS ha pubblicato sui social un video amatoriale che mostra tre uomini in auto, in procinto di condurre l'attacco, che ha causato 29 morti e una sessantina di feriti.

Il Presidente iraniano, Hassan Rohani, ha accusato senza mezzi termini quello che lui stesso definisce il "bullo statunitense", che insieme agli alleati del Golfo starebbe lavorando per isolare Teheran.

"È l'America che ha istigato questo crimine e ha fornito agli aggressori i mezzi per commettere questi reati, tutti i soggetti coinvolti saranno arrestati e puniti".

Dal canto proprio, l'Ambasciatrice statunitense all'ONU, Nikki Haley, ha negato il coinvolgimento del Governo Trump, accusando Rohani di opprimere la sua stessa gente e di doversi guardare allo specchio per individuare le cause dell'attacco.

Lo scorso sabato, quattro assalitori hanno sparato su una tribuna di osservazione nella città sud-occidentale di Ahvaz, dove i funzionari iraniani assistevano all'evento annuale che ricorda l'inizio della guerra della Repubblica Islamica con l'Iraq nel 1980.

Teheran ha convocato i diplomatici di Danimarca, Olanda e Gran Bretagna. protestando per la "presenza nei rispettivi Paesi di diversi membri di gruppi terroristici".