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Brasile, sondaggio sulle intenzioni di voto: la prima volta senza Lula

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Brasile, sondaggio sulle intenzioni di voto: la prima volta senza Lula

Brasile, sondaggio sulle intenzioni di voto: la prima volta senza Lula
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In Brasile è la prima volta senza Lula. Almeno per quanto riguarda il sondaggio sulle intenzioni di voto nelle presidenziali brasiliane del prossimo 7 ottobre, diffuso dopo la bocciatura di Luiz Inacio Lula da Silva da parte del Tribunale Supremo Elettorale (Tse).

La ricerca dell'istituto "Ibope", e resa nota dalla TV "Globo", infatti, attribuisce il 22% dei voti a Jair Bolsonaro, il candidato presidente di estrema destra, seguito dal laburista Gomes e dall'ambientalista Silva. Bolsonaro, che è il candidato con maggiore appoggio, è anche però colui che risulta battuto in tutte le ipotesi, tranne se dovesse affrontare Fernando Haddad, probabile candidado del Partito dei Lavoratori al posto di Lula, un duello quello con Bolsonaro che finirebbe con un vantaggio dell'1%, appunto, per il candidato del partito social-liberale. Nella corsa è entrato anche l’ex governatore di San Paolo, Geraldo Alckmin, del Partido de la Social Democracia Brasilena (PSDB, centro-destra).

Intanto si apprende che Bolsonaro è stato accoltellato oggi mentre partecipava a una manifestazione elettorale a Juiz de Fora, nello stato di Minas Gerais. Secondo fonti del suo partito, Bolsonaro è stato colpito al fegato ma non si teme per la sua vita. La polizia ha detto che l'accoltellatore è stato arrestato (ANSA)

Gli avvocati di Lula (dallo scorso 7 aprile rinchiuso nel carcere di Curitiba per una condanna a 12 anni per corruzione), hanno presentato nei giorni scorsi dei ricorsi contro la bocciatura della sua candidatura presso il Supremo Tribunale Federale, in base alla richiesta presentata dal Comitato per i Diritti Umani dell'Onu, perché sia garantito all'ex presidente il pieno esercizio dei suoi diritti civili - compreso quello a presentarsi come candidato alle presidenziali. Il Tse, però, ha disatteso questa richiesta, definendola non vincolante. Il ricorso è stato poi respinto dal giudice Edson Fachin che non ha accolto l'argomento dei legali contro la decisione del Tribunale Supremo Elettorale (Tse).

Ma la campagna elettorale nel Paese fa sentire le sue sferzate, se come spot elettorale viene utilizzato un video di una candidata a deputata federale (Katia da Silva Sastre, ufficiale di polizia militare) divenuta famosa dopo essere stata ripresa mentre uccideva un criminale di fronte all'ingresso della scuola della figlia. Il Tribunale regionale elettorale di San Paolo ne ha ordinato la sospensione. Secondo quanto riportato dal portale brasiliano Uol, la richiesta di sospensione del video è stata presentata da due partiti avversari e accolta dal tribunale. I partiti avversari hanno sostenuto che il video viola la legge elettorale brasiliana, in quanto inciterebbe alla violenza e verrebbe trasmesso in un orario in cui bambini e adolescenti guardano la televisione.