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Francia, facoltà di medicina sospende il corso di laurea in omeopatia

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Francia, facoltà di medicina sospende il corso di laurea in omeopatia

Francia, facoltà di medicina sospende il corso di laurea in omeopatia
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Eskimokettu/Pixabay
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La facoltà di medicina di Lille, in Francia, ha sospeso il curriculum di omeopatia per l'anno accademico 2018-2019 in attesa di ricevere il parere dell'Autorità sanitaria (Haute autorité de santé, HAS) sulla pratica. Lo scrive l'agenzia AFP che ha contattato il rettore.

La misura sospensiva sarà in vigore dall'inizio dell'accademico in attesa della posizione dell'HAS e delle "opinioni nazionali sull'inquadramento di questa pratica e sul suo insegnamento nell'ambito della riflessione scientifica e pedagogica", come indica Didier Gosset, decano della facoltà.

"Dobbiamo ammettere che insistiamo sul rigore scientifico assoluto e su una medicina fondata sulle prove ma, allo stesso tempo, l'omeopatia non si è evoluta, che è una dottrina che è rimasta ai margini del movimento scientifico, che gli studi sull'omeopatia sono rari, che non sono molto solidi, che mantenere questo nostro insegnamento significherebbe avallarlo", ha continuato.

Il dibattito sull'utilità dell'omeopatia è riemerso con forza in Francia, leader mondiale nelle preparazioni omeopatiche, dopo la pubblicazione a metà marzo da parte di _Le Figaro_ di un editoriale al vetriolo firmato da un centinaio di medici contrari alla pratica, i quali hanno chiesto di porre fine alla sua parziale copertura da parte dell'assicurazione sanitaria pubblica.

Nell'appello si sferrava un attacco contro le cosiddette "medicine alternative", tra cui l'omeopatia, praticata secondo i firmatari "da ciarlatani di ogni genere che cercano la garanzia morale del titolo di medici per promuovere le terapie false con efficacia illusoria".

I medici favorevoli all'omeopatia hanno risposto presentando una denuncia al Consiglio dell'Ordine dei Medici contro gli stessi firmatari.

In Francia, i prodotti omeopatici possono essere rimbosati dal sistema sanitario nazionale dal 30 al 90%, in alcuni casi, denunciano i professionisti.

Il Ministero della Salute ha chiesto all'Alta Autorità per la Salute di valutare l'efficacia dell'omeopatia e i meriti del suo rimborso ed è in attesa del suo parere entro la fine di febbraio.

In Italia il dibattito è acceso ed alimentato dalle prese di posizioni di alcuni illustri personaggi e dai servizi di programmi come Presa Diretta.

Il Consiglio della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo) ricorda la posizione ufficiale del massimo ente deontologico dei camici bianchi.

“La Fnomceo ci tiene a precisare che la sua posizione sulle Medicine non Convenzionali è quella espressa all’Articolo 15 del Codice di Deontologia Medica: “Sistemi e metodi di prevenzione, diagnosi e cura non convenzionali – Il medico può prescrivere e adottare, sotto la sua diretta responsabilità, sistemi e metodi di prevenzione, diagnosi e cura non convenzionali nel rispetto del decoro e della dignità della professione. Il medico non deve sottrarre la persona assistita a trattamenti scientificamente fondati e di comprovata efficacia. Il medico garantisce sia la qualità della propria formazione specifica nell’utilizzo dei sistemi e dei metodi non convenzionali, sia una circostanziata informazione per l’acquisizione del consenso.Il medico non deve collaborare né favorire l’esercizio di terzi non medici nelle discipline non convenzionali riconosciute quali attività esclusive e riservate alla professione medica”.

Come rileva a Adnkronos Alberto Magnetti, direttore della Scuola Medica Omeopatica Hahnemanniana di Torino e presidente del congresso Fiamo, negli atenei italiani è prestata "scarsa attenzione" ai medici omeopatici. ''L'Università in genere non ha intenzione di dare spazio all'omeopatia".

Alcuni prodotti omeopatici sono classificati come farmaci e, se c'è una prescrizione medica, la farmacia è tenuta a fornirli.