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Nave Diciotti senza approdo: 177 migranti ostaggio della politica "ad hoc"

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Nave Diciotti senza approdo: 177 migranti ostaggio della politica "ad hoc"

Nave Diciotti senza approdo: 177 migranti ostaggio della politica "ad hoc"
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CRISI MALTA ITALIA: IL BOTTA E RISPOSTA SU TWITTER

E' ancora stallo sul caso Diciotti, la nave della Guardia Costiera da giovedì scorso in rada davanti a Lampedusa con 177 migranti a bordo recuperati in Sar maltese dopo il rifiuto di Malta di accoglierli. Il rimpallo delle responsablità sulla gestione dello sbarco tra La Valletta e Roma è ormai affidato ad un botta e risposta tra ministri su twitter. Dimostrazione di come la gestione dei salvataggi sia ormai lasciata al caso e al calcolo politico.

Nella giornata di domenica Il ministro Toninelli ha definito il comportamento di Malta inqualificabile e meritevole di sanzioni. L'Ue si faccia avanti ha aggiunto e apra i porti alla soliditarietà.

Parole alle quali sono seguite quelle di Salvini che nelle ultime ore è intervenuto sul caso dicendo o l'Europa ci aiuta oppure l'alternativa è dice riportarli in Libia.

Un caso analogo di respingimento verso la LIbia che nel 2009, in quel caso di trattava della Guardia di Finanza, vide l'Italia condannata presso la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

ll ministro dell'interno maltese in queste ore ha ripetuto sui social quello che aveva già dichiarato ai microfoni di Euronews venerdì scorso. Ovvero che l'unica soluzione finale è sbarcare i migranti a Lampedusa o in un altro porto italiano e che le condizioni di emergenza dei migranti, che per La Valletta non sussistevano, per l'Italia si sono verificate in Sar Maltese per impedire, dice il ministro, l'ingresso in acque italiane.

Secondo fonti governative, anche il ministro degli Esteri Enzo Moavero, ha iniziato ad attivarsi sulla vicenda della nave Diciotti per chiedere un aiuto agli altri paesi europei.

LA POSIZIONE DELL'EUROPA

Venerdì 17 agosto la Commissione Europea ha detto di monitorare la situazione. La portavoce per le migrazioni Tov Ernst ha comunque ribadito che il caso Diciotti dimostra come servano soluzioni sostenibili e non ad hoc e che le operazioni di ricerca e salvataggio dovrebbero rientrare nell'ambito della legge internazionale materia sulla quale la Commissione europea non ha competenza.

Così come non rientra nelle prerogative della Comunità Europea, ha detto la Ernst di scegliere un porto sicuro lo sbarco. La portavoce nel briefing di venerdì ha anche chiarito c**he non ci sono stati per il momento contatti con altri Stati membri per la spartizione dei migranti** a bordo della Diciotti, ma in caso sia necessario la commissione è pronta ad avviare trattative diplomatiche.

A fine giugno le conclusioni del Consiglio Europeo vedono l'abbandono dell'idea della ripartizione obbligatoria di quote di migranti in arrivo in Europa, tra i diversi Stati membri. Il nuovo appuntamento per la disscussione di una riforma di Dublino III è il 18 ottobre al prossimo Consiglio Europeo.

LA VICENDA

190 migranti in tutto sono stati caricati tra mercoledì e giovedì scorso a bordo della Diciotti, 13 di loro sono stati evacuati per cure mediche d'urgenza. A coordinare i soccorsi avvenuti in Sar maltese le autorità de la Valletta. Queste avrebbero fornito al barcone, prima che arrivasse la Diciotti, acqua, cibo e giubbotti di salvataggio. Il Centro italiano di coordinamento del soccorso marittimo di Roma, contattato dalla Guardia Costiera, avrebbe chiesto a Malta un porto dove sbarcare.

Nella nota diffusa dal ministro Farrugia nelle ore subito dopo l'accaduto si spiega che il barcone ha rifiutato l'aiuto della Marina maltese, insistendo di voler proseguire la navigazione verso l'Italia. Diversa la versione raccontata dal ministro Salvini che ha spiegato che le autoritè di Malta hanno prima intercettato il barcone per poi accompagnarlo verso le acque italiane. La nave della capitaneria avrebbe imbarcato a questo punto i migranti senza l'autorizzazione del Viminale.