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Mosca accusa gli USA di ipocrisia ma la battaglia su Skripal non è finita

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Mosca accusa gli USA di ipocrisia ma la battaglia su Skripal non è finita

Mosca accusa gli USA di ipocrisia ma la battaglia su Skripal non è finita
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Sono pronte nuove sanzioni statunitensi contro la Russia che Trump intende servire a Putin a fine agosto. E il Cremlino reagisce col linguaggio della diplomazia ma anche delle fermezza per bocca della portavoce del ministero degli esteri Maria Zakharova che ha stigmatizzato l'atteggiamento complessivo della Casa Bianca.

Mosca rigetta gli ultimatum

Maria Zakharova, portavoce Ministero esteri russo: I colloqui da posizioni di forza e con allusioni agli ultimatum sono inutili e senza prospettive. La Russia elaborerà misure di ritorsione per rispondere ad un altro atto ostile di Washington. In questo contesto suona strano vedere l'amministrazione degli Stati Uniti confermare la loro disponibilità a migliorare i rapporti con la Russia. Questa è solo pura ipocrisia".

Le sanzioni limiteranno le esportazioni verso la Russia di beni e tecnologie statunitensi considerati sensibili per motivi di sicurezza nazionale. Ma si intendono limitare anche le importazioni dalla Russia come il petrolio e bloccare anche il traffico di armi fra i due paesi.

Il sempreverde caso Sergej Skripal

Intanto il governo britannico plaude all'annuncio del Dipartimento di Stato americano che avrebbe agito ancora in reazione al tentato avvelenamento, con un agente nervino di tipo Novichok a Salisbury, in Inghilterra, dell'ex spia doppiogiochista russa Sergej Skripal e di sua figlia Yulia.

Secondo alcuni analisti l'iniziativa degli Usa potrebbe essere un modo, concordato con Londra, per far pressione sul Cremlino in vista della richiesta di estradizione da parte delle autorità britanniche di due presunti sospetti russi che sarebbero stati individuati nelle indagini per Skripal.