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Ragazzi intrappolati in Thailandia: monsoni in arrivo, corsa contro il tempo

Ragazzi intrappolati in Thailandia: monsoni in arrivo, corsa contro il tempo
Diritti d'autore REUTERS/Athit Perawongmetha
Diritti d'autore REUTERS/Athit Perawongmetha
Di Cristiano Tassinari
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Si aggrava la situazione in Thailandia, dopo la morte di un sommozzatore del gruppo dei soccorritori. E con l'annunciato arrivo di piogge e monsoni, per il salvataggio dei ragazzi intrappolati nella grotta, l'unica speranza sembra essere quella di un intervento d'urgenza, seppur pericoloso.

14 notti da sepolti vivi

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Per i ragazzi e l'allenatore della loro squadra di è passata la quattordicesima notte (dal 23 giugno) da sepolti vivi nella grotta di Tham Luang, nella regione di Chiang Rai, al confine tra Thailandia e Birmania.

La situazione sta peggiorando e assume ancora di più i contorni del dramma, dopo la morte di un subacqueo del gruppo dei soccorritori.
Sono circa mille i soccorritori attorno alla zona di Tham Luang, teatro di questo dramma che sta colpendo al cuore tutto il mondo.

Uno dei giovani calciatori intrappolati nella grotta: indossa la maglia del Real Madrid.

Arrivano piogge e monsoni

Ora le preoccupazioni sono rivolte alle condizioni del tempo: dopo una tregua di sole, secondo le previsioni, nel fine settimana, a partire da sabato, nella zona è previsto l'arrivo dei monsoni e di nuove piogge torrenziali.

Come fare a salvarli?

L'arrivo del maltempo e di nuovi allagamenti potrebbe costringere i soccorritori ad affrettare le operazioni di salvataggio dei 12 ragazzi e del loro allenatore. Ormai è corsa contro il tempo. Non esiste più il concetto 'pericolo zero' espresso nei giorni scorsi, adesso bisogna fare in fretta. Anche correndo dei rischi da parte degli stessi soccorritori. Non c'è più tempo per insegnare ai ragazzi a nuotare e ad utilizzare le attrezzature subacquee.

Per le comunicazioni, è stata installata la fibra ottica per migliorare i contatti tra i soccorritori e i ragazzi.

Un buco nella montagna

"Abbiamo esplorato la cima della montagna, concentrandoci nel luogo in cui i ragazzi sono intrappolati e stiamo progettando di fare un buco nella montagna per raggiungerli", spiega un militare.
Funzionerà`?

Una preghiera dal Cile

"Spero che il miracolo si ripeta anche stavolta", dice Jorge Galleguillos, uno dei 33 minatori intrappolati per oltre due nella miniera di San Josè in Cile nel 2010. "L'importante è che i ragazzi siano ancora vivi...pregherò per loro...pregherò per un salvataggio miracoloso, come fu il nostro a San Jose".

Jorge Galleguillos, uno dei minatori salvati a San Josè nel 2010.

Un letargo del metabolismo e dell'anima

Grazie al fatto di poter bere ed a un rallentamento del metabolismo, quasi fosse un "letargo", le condizioni di salute dei ragazzi appaiono ancora buone.

Ma ormai non c'è più tempo da perdere.

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