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Siria: Italia, Generale Camporini "Gentiloni ha fatto bene "

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Siria: Italia, Generale Camporini "Gentiloni ha fatto bene "

Siria: Italia, Generale Camporini "Gentiloni ha fatto bene "
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Il premier Paolo Gentiloni è stato chiaro: l'italia non parteciperà ad azioni di guerra in Siria, ma fornirà soltanto supporto logistico agli Stati Uniti attraverso le sue basi. Dopo la Libia, si torna a parlare di Sigonella principale hub di sostegno ad interventi della Nato nell'area mediterranea.

Per autorizzare missioni di combattimento è necessaria l'approvazione del parlamento anche se il quadro di riferimento giurdico, è complesso come ci spiega il Generale Camporini, Vice Presidente dell'Istituto Affari Internazionali.

Utilizzo basi Nato in Italia, quali i precedenti

_Abbiamo avuto esempi molto chiari nel passato in ogni tipo di circostanza. Nel 1999 l'Italia era parte della coalizione che ha partecipato alle operazioni contro la Serbia per la questione Kosovara, quindi le nostre basi sono state messe a disposizione dell'alleanza atlantica per missioni di tipo offensivo. Operazioni alle quali abbiamo partecipato anche noi con i nostri velivoli e le nostre navi e anche con le nostre forze terrestri quando dopo gli accordi di Kumanovo si è potuti entrare nel Kosovo. _

_Nel 2003 quando gli Stati Uniti iniziarono l'offensiva contro l'Iraq, noi avevamo truppe americane stabili sul terreno italiano, in particolare i paracadutisti che stanno a Vicenza. Ci fu un dibattito acceso se questi paracadusti potevano partire dall'italia per essere lanciati in operazioni sul territorio iracheno, ci fu addirittura un intervento della presidenza della Repubblica e l'esito finale fu che le truppe potevano certamente lasciare il territorio italiano, ma avrebbero dovuto farlo nel quadro di un movimnto logistico e non per essere direttamente lanciati in un quadro operativo. _

Il quadro giuridico

_Credo che il criterio fondamentale si possa far risalire all'articolo 11 della nostra costituzione, dove si dice che l'Italia partecipa alle attività degli organismi internazionali volti a stabilire la pace. Quindi in questo caso lo spartiacque è dato dal fatto che esiste un cappello fornito dalle Nazioni Unite o in mancanza di questo da qualche altra organizzazione come la Nato. Prima citavo le operazioni nel Kosovo , in quel caso agimmo anche senza una risoluzione del Consiglio di Sicurezza. _

Cosa cambia con la Siria

Quando si parla di attività come in Siria in cui si sono impegnati su base nazionale Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, è chiaro che una partecipazione italiana debba essere valutata con tutti i criteri e le procedure politche del caso.

_ll colore politico di un governo conta poco, le operazioni in Kosovo sono state lanciate da un governo di sinistra, con D'Alema in altri casi fu un governo di destra a decidere il coinvolgimento nazionale. Quando Berlusconi decise di inviare i nostri soldati in Iraq in ossequio ad una risoluzione del Consiglio di Sicurezza, spiega il Generale Camporini. Il colore dei governi come dicevo conta poco, conta l'interesse nazionale e il quadro giuridico che per quanto riguarda l'italia, deve essere una questione trattata su basi multilaterali e non su basi bilaterali. _

Un governo dimissionario penalizza?

Il fatto che il nostro governo sia dimissionario in decisioni come questa pesa molto, anche perchè ci troviamo di fronte ad un parlamento diverso, un conto è un governo dimissionario a parlamento costante .E' chiaro che Gentiloni si debba comportare con la massima prudenza, cosa che fino adesso ha fatto in modo egregio ma è chiaro che la situazione non può andare avanti così , ci vuole un governo in carica nel pieno delle sue funzioni in modo da assumere tutte le decisioni necessarie senza dover fare degli equilibrismi di carettere giuridico.

Dal mio punto di vista si tratta di un'operazione di facciata senza alcuna valenza operativa, quindi Gentiloni ha fatto benissimo a chiamarsi fuori con tutti i distinguo del caso. Un qualsiasi altro governo avrebbe assunto determinazioni dello stesso tipo perchè non c'è nessuna motivazione operativa per quello che è accaduto, trovo strano che si facciano queste valutazioni, nel caso di qualche decina di morti in seguito ad un presunto attacco chimico, quando sono morte oltre 500.000 persone con mezzi convenzionali.