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Cosa ha detto Gentiloni nella conferenza stampa di fine anno

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Cosa ha detto Gentiloni nella conferenza stampa di fine anno

Gentiloni in conferenza stampa
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REUTERS/Max Rossi
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Conferenza stampa di fine anno del capo del Governo italiano, Paolo Gentiloni, prima del previsto scioglimento delle camere in vista delle elezioni politiche di marzo 2018. Il presidente del consiglio ha convocato la conferenza stampa di fine anno alla Camera dei Deputati, nell’auletta dei gruppi parlamentari. Poi dovrebbe riunire, per l’ultima volta in questa legislatura, il Consiglio dei ministri.

Nel pomeriggio, invece, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dovrebbe sciogliere le Camere. Gentiloni dovrebbe salire al Quirinale. Mattarella potrebbe motivare l'atto nel messaggio di fine anno. 

Le elezioni il 4 marzo sarebbero elezioni anticipate, anche se di poco, dato che la fine naturale della legislatura è il 15 marzo. Inutili le pressioni della sinistra-sinistra e della minoranza dem su Mattarella per dare al parlamento il tempo di approvare lo Ius soli.

Cosa ha detto Gentiloni - qui la diretta Youtube sul canale di Palazzo Chigi

Conclusione ordinata della legislatura. "Questa conferenza ha anche un significato particolare: ritengo importante aver raggiunto un obiettivo importante di questo governo, quello di arrivare ad una conclusione ordinata della legislatura. Dovevamo evitare interruzioni brusche e traumatiche in un momento molto delicato per l'economia italiana e per la nostra società che stava leccandosi le ferite, stava e riprendendo fiato ed in alcune regioni stava rimettendosi a correre. Sarebbe stato grave, devastante arrivare a interruzioni traumatiche ed esercizi provvisori".

Italia rimessa in moto. "La verità è che l'Italia si è rimessa in moto dopo la più grave crisi del dopoguerra. "Questa legislatura che tutti definiscono travagliata è stata anche fruttuosa. La crescita italiana nell'anno passato ha preso un buon ritmo e oggi viaggia al doppio delle previsioni di un anno fa. E il famoso fanalino di coda dell'Europa non siamo più noi".

Non dilapidare gli sforzi fatti finora. "Deve essere il primo impegno della prossima legislatura, sarebbe da irresponsabili non impegnarsi. Siamo all'inizio di questo percorso. C'è molta strada da fare. Guai a immaginare un futuro di piccolo cabotaggio. Il mio governo era nato un anno fa dopo la sconfitta del referendum, le dimissioni di Renzi e con le difficoltà del Pd, ma non abbiamo tirato a campare".

Ius soli. "Quello dei diritti è un capitolo incompiuto ma storico. L'anno scorso le unioni civili, quest'anno il reato di tortura, la legge sui minori non accompagnati, la legge sulla violenza nelle donne, il biotestamento. Da 16 anni ne sentivo parlare e sono contento di aver fatto parte dei governi che li hanno approvati" [...] "Il modo migliore per archiviare lo Ius soli per molti anni sarebbe stato quello di farlo bocciare. Sono convintissimo dell'importanza di questa norma, e sappiamo che il futuro si gioca sulla nostra capacità di non escludere e di non respingere, perché chi semina esclusione e respinge raccoglie odio. Ma non abbiamo avuto i numeri, non ci siamo riusciti. Vi assicuro che da parte del governo non ci sono mai state incertezze, purtroppo c'era la certezza sulla mancanza dei numeri". 

Debito. Il governo uscente ha saputo tenere "la barra dritta sul deficit" e "stabilizzare il debito pubblico" pur accompagnando la crescita economica". L'Italia "ha saputo avviare un sia pur simbolico e marginale percorso di abbassamento del debito, come previsto nel bilancio 2018, 2019 e 2020, e alcune circostanze economiche generali potrebbero aiutare questo sforzo".  Sul deficit l'Italia "ha le carte più che in regola", mentre sul fronte del limite del surplus commerciale al 6% del Pil le regole "sono purtroppo poco applicate". Paesi come la Germania "superano quella soglia". "Noi rispettiamo regole e vorremmo che fossero rispettate da tutti".

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Contesto economico: "Il mondo resta caratterizzato da contraddizioni molto evidenti tra un contesto economico generalmente favorevole, avete visto i dati della Bce, e contemporaneamente un'imprevedibilità geopolitica senza precedenti".

Editoria. "In un grande paese democratico resta fondamentale l'informazione professionale, il mondo dei giornali, delle tv e del web è una parte irrinunciabile. Essenziale la riforma dell'Ordine. Il Governo ha messo parecchie risorse nel settore dell'editoria. Ma ha ragione Verna quando dice che bisogna fare molto di più e ha a che fare con la libertà che si alimenta con tutela della funzione dei giornalisti".

Banche. "Nel fronteggiare la crisi delle banche il governo ha evitato le conseguenze di una crisi di sistema, altro che regalare soldi ai mariuoli", ha detto Gentiloni rivendicando il successo dell'Italia nel negoziare con l'Ue le condizioni per i salvataggi. "Vigileremo perché il risanamento prosegua con ritmo necessario ma evitiamo crisi create da regole improvvisate". Ho "insistito perché la Boschi restasse", ha aggiunto Gentiloni.

Deficit e export.  "Il deficit dell'Italia è "dimezzato" e l'export è ripartito, collocando il paese fra i cinque maggiori esportatori mondiali. A volte, come si dice a Roma, 'nun ce se crede', però dovremmo esserne tutti più consapevoli", ha aggiunto Gentiloni rivendicando l'importanza del piano industria 4.0 nell'azione del governo perché "la competitività ha bisogno di un'innovazione tecnologica crescente". 

Povertà. "Credo che possiamo rivendicare l'importanza della misura del reddito di inclusione, nel proliferare di promesse più o meno fantasiose. Si tratta di una misura universale e concreta che si rivolge ad una parte consistente anche se non sufficiente delle famiglie in condizioni di povertà". 

Vittorio Emanuele III. "L'operazione è stata fatta con la dovuta riservatezza, sono operazioni umanitarie comprensibili per una vicenda privata che nulla hanno a che fare con revisionismi storici. Pantheon? Riabilitazioni? Stiamo parlando di cose che non stanno né in cielo né in terra, chi fa queste richieste non avrà ascolto da parte delle istituzioni italiane". 

Mercato immobiliare. "Abbiamo lavorato per confermare la cedolare secca. Un passo indietro sarebbe stato un errore". Riferendosi al mercato immobiliare, Gentiloni osserva: "finalmente ci sono segnali positivi anche negli ultimi 4-5- mesi. Ciò anche grazie alle misure del governo che hanno funzionato molto bene come i bonus alle ristrutturazioni ed al verde privato. Tutto ha contribuito a tenere vivo il mercato immobiliare in uno dei momenti più bui della sua storia. Vedo segnali di ripresa

Posti di lavoro. "Abbiamo recuperato un milione di posti di lavoro perduti, in maggioranza a tempo  indeterminato". Al Sud, "il tasso di occupazione generale è ancora bassissimo". Bisogna pensare anche alle donne e al precariato. "Tutto questo ci dice quanto bisogna insistere e quanto ci sia poco da scherzare nei prossimi anni".       

Migranti. "La gestione di questo fenomeno è possibile e l'Italia lo dimostra, con una diminuzione drastica dei morti in mare, perché alla diminuzione di arrivi corrisponde una diminuzione drastica dei morti in mare. In sostanza abbiamo dimostrato che c'è una strada seria che si può percorrere, e continueremo a farlo".

Eredità del Governo Renzi. "In questo anno è stato fatto un grandissimo lavoro di attuazione di riforme e decisioni fatte dai governi precedenti, in particolare da quello Renzi, che dalla riforma del mercato del lavoro a quella della Pa ha messo in atto un dinamismo straordinario lasciandoci in eredità pacchetti di decreti attuativi molto rilevanti". 

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Sisma. "C'è un corpo a corpo continuo che facciamo noi e i sindaci con le strozzature burocratiche. E su questo chiedo aiuto per mettere in luce i segnali di ripresa di vita, penso che non sia solo un dovere del governo. Penso che dare una speranza e mettere in evidenza la ripresa nelle zone terremotate sia un fatto importante".  

Niger. "Il Niger è un Paese pronto forse più degli altri a collaborare sulle migrazioni anche perché è un Paese di transito. Se diamo il nostro contributo al consolidamento delle capacità di tenuta di quel Paese facciamo una cosa sacrosanta per l'interesse italiano. Andiamo in Niger in seguito ad una richiesta del governo locale pervenuta a inizio dicembre per un contributo italiano a fare le cose che normalmente facciamo in questi Paesi, come ad esempio in Libia: consolidare gli assetti di controllo del territorio e delle frontiere e rafforzare le forze di polizia locale".

Il ruolo della sinistra. "Non c'è dubbio che in Italia abbiamo una sinistra di governo, e credo che possa svolgere un ruolo al servizio di questo Paese anche in futuro, poi saranno i numeri a decidere in che misura ciò possa accadere".

PD. Il Partito Democratico deve recuperare il ruolo di "forza tranquilla di governo" contro le divisioni. 

Campagna elettorale. "Naturalmente oltre a svolgere il mio ruolo fondamentale di presidente del Consiglio sia pure in un contesto di campagna elettorale e di camere sciolte, darò il mio contributo alla campagna elettorale del Pd. Non voglio fare polemica con questo o quel partito, penso che ci sia un interesse generale ad avere una campagna elettorale che limiti per quanto possibile sia la diffusione di paure, la promozione di illusioni, il dilettantismo. Sono rischi che abbiamo di fronte. Più la campagna elettorale sarà lontana dalla facile vendita di paure e da dilettanti allo sbaraglio, meglio sarà per il paese".

Gentiloni bis? "Qualsiasi cosa dica in risposta a questa domanda credo che sarebbe usata contro di me... Governerò fino alle elezioni, dove mi auguro che la mia parte politica prevalga per poi avere un esecutivo con determinate caratteristiche, sicuramente dobbiamo farci carico della gestione della situazione per evitare instabilità".