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L'Argentina riforma le pensioni in un pesante scontro sociale

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L'Argentina riforma le pensioni in un pesante scontro sociale

L'Argentina riforma le pensioni in un pesante scontro sociale
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È in una giornata di sciopero generale e in un clima di acuto scontro sociale che il governo argentino porta a casa la riforma delle pensioni.

A Buenos Aires le manifestazioni di protesta contro le misure volute dal presidente Macri si sono trasformate in guerriglia urbana, con scontri tra dimostranti e polizia, 109 persone ferite e 60 arrestate.

Attorno al palazzo del parlamento si sono registrate sassaiole contro gli agenti, che hanno risposto con tiri di pallottole di gomma e gas lacrimogeni. Il confronto violento si è poi allargato ad altre parti del centro, e ha visto l'intervento dei reparti speciali della Gendarmeria e della Polizia federale.

Dopo il fallito tentativo di bruciare le tappe, la scorsa settimana, il governo ha ottenuto i voti necessari per avviare la discussione in aula, e dopo 17 ore di dibattito approvare la legge, ma contemporaneamente ha anche visto aumentare le proteste popolari e i cacerolazos, le mobilitazioni spontanee che in passato furono così forti da costringere presidenti alle dimissioni.

"Dicono di non sapere dove andare a prendere i soldi, ma possono andare a prenderli con le tasse, con i giochi d'azzardo... invece no, vengono a prenderli a me che sono un povero pensionato".

"Protestiamo perché il governo ci opprime. Agisce contro il popolo argentino".

La riforma delle pensioni, che riguarda 17 milioni di argentini, nonostante la forte opposizione popolare, viene sostenuta anche da 11 dei 24 governatori del paese.