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Gerusalemme: la bocciatura di Francia, Germania e Onu

Gerusalemme: la bocciatura di Francia, Germania e Onu
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Di Euronews
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La comunità internazionale reagisce all'annuncio con il quale Trump ha riconosciuto Gerusalemme capitale d'Israele, in contrasto in primis con le risoluzioni Onu. Francia, Germania, Italia, Regno Unito e altri Paesi hanno chiesto una riunione d'urgenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

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La pressione internazionale affinché Donald Trump non prendesse una posizione in contrasto con quanto accaduto negli ultimi decenni si era fatta sentire chiaramente negli ultimi giorni. Ora che la decisione sul trasferimento dell'ambasciata Usa a Gerusalemme e il riconoscimento della Città Santa come capitale d'Israele è stata ufficializzata, le bocciature arrivano da più parti, in primis dall'Onu.

Antonio Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite: "Non esistono alternative alla soluzione dei due Stati. Non esiste alcun piano B. Soltanto dando vita alla visione dei due Stati che vivono l'uno accanto all'altro in pace, sicurezza e nel riconoscimento reciproco, con Gerusalemme capitale di Israele e della Palestina, e con ogni questione relativa allo status definitivo risolta in maniera duratura attraverso i negoziati che le legittime aspirazioni di entrambi i popoli potranno essere soddisfatte".

Emmanuel Macron, Presidente francese: "Non posso che disapprovare, riaffermare la mia posizione dal momento che la decisione del Presidente Trump è una decisione unilaterale che riguarda esclusivamente gli Stati Uniti d'America. E riaffermo semplicemente che questa decisione contraddice il diritto internazionale e con tutte le risoluzioni delle Nazioni Unite".

Siegmar Gabriel, Ministro degli Esteri tedesco: "La nostra ambasciata è sempre stata a Tel-Aviv e le ambasciate europee sono a Tel-Aviv. E le cose stanno così per una ragione, perché semplicemente non vogliamo prendere decisioni unilaterali. È invece un processo che passa dal negoziato e che noi possiamo accompagnare ma che in ultima istanza deve essere deciso dagli israeliani e dai palestinesi".

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