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Droni-killer volanti, la distopia è più reale di quanto pensiamo

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Droni-killer volanti, la distopia è più reale di quanto pensiamo

Screenshot del video - YouTube/Stuart Russell/The Future of Life Institute
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YouTube/Stuart Russell/The Future of Life Institute via Storyful
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Droni volanti, equipaggiati con piccole quantità di esplosivo e in grado di riconoscere i volti delle persone, potrebbero essere usati per esecuzioni mirate e stragi di massa. La tecnologia esiste già, sia dal punto di vista civile (si pensi alla facial recognition del nuovo iPhone) che militare: la combinazione delle due potrebbe avere effetti catastrofici per il genere umano. 

E' quanto denuncia questa agghiacciante video-simulazione creata dal Stuart J. Russell, professore della Università della California, Berkeley, e dal Future of Life Institute. Un'anticipazione di come potrebbe essere un futuro non troppo lontano - sempre che non si prendano provvedimenti immediati - che su Youtube è già stata vista da oltre 1.6 milioni di persone. 

Il filmato, lungo poco più di 7 minuti, mostra un presente già possibile, in cui droni dotati di intelligenza artificiali vengono programmati per effettuare uccisioni mirate. Un presentatore mostra l'ultima novità della tecnologia militare ad una platea che applaude, entusiasta, simile a quella che affolla i teatri californiani per i keynote dei guru della silicon valley. 

In uno dei momenti più forti del video, uno sciame di droni fa irruzione in un'aula universitaria per far strage di un gruppo di studenti come rappresaglia ad un'indagine da loro condotta su un caso di corruzione. 

Il potente atto di accusa di Russell, scienziato nel campo dell'intelligenza artificiale, e del Future of Life Institute è stato proiettato durante un evento all'assemblea delle Nazioni Unite sulle Armi Convenzionali, ospitata dalla Campaign to Stop Killer Robots.

"Non è fantascienza, anzi: sono più facili da costruire delle macchine che guidano da sole", ha detto Russell al Guardian.

L' intelligenza artificiale può essere utilizzata per fabbricare armi che operano senza supervisione umana, dando loro la capacità di pattugliare una zona specifica e prendere decisioni sulla vita o sulla morte delle persoen senza l'approvazione di nessuno. Lo si legge in una lettera firmata da centinaia di specialisti del settore. L'appello per mettere al bando i robot killer e fermare la corsa a questo tipo di tecnologia è già nelle mani delle Nazioni Unite.

"Un programmatore sarebbe in grado di controllare interi eserciti" di armi intelligenti e volanti, sostiene Toby Walsh, professore di AI in Australia. "Sono perfetti per sopprimere la popolazione civile. A differenza degli esseri umani che devono essere persuasi a commettere atrocità, questi robot saranno freddi e calcolatori e faranno tutto ciò che è stato loro programmato di fare". 

Qui è possibile trovare la lettera aperta firmata, tra gli altri, da Elon Musk, CEO di Tesla. 

La campagna Stop Killer Robots è stata lanciata nel 2013. Sono 22 i paesi che hanno aderito all'appello finora. Tra essi, Argentina, Egitto e Pakistan. Nella lista non figura l'Italia. Finora. 

Il percorso sarà arduo e costellato da mille difficoltà, scrive l'agenzia Vita. "In primis l’imprevisto rigurgito di corsa agli armamenti a livello globale che ha registrato nel 2015 il novo record di stanziamenti mondiali per gli armamenti. Ben 1,67 miliardi di dollari sono la cifra record stanziata per il potenziamenti degli eserciti di tutto il mondo cifra che, per la cronaca, conta di un contributo in crescita anche da parte del Governo italiano. I dati dell’ultimo Rapporto di MIL€X, Osservatorio sulle Spese Militari Italiane, confermano come nell’ultimo decennio l’Italia ha incrementato gli stanziamenti per le forze armate del 21%, corrispondente al 4.3% in valore reale e al 1.4% del PIL nazionale, e proietta una spesa di 23,4 miliardi di Euro per il 2017, pari ad un esborso di 64 milioni di Euro al giorno".