Zimbabwe: finito il discorso alla nazione di Mugabe che, contrariamente alle aspettative, non si dimette

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Di Alberto De Filippis
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Il vecchio leone non molla

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Poteva entrare nella storia come un gigante. Robert Mugabe, il presidente dello Zimbabwe però, lo ricorderanno probabilmente come un altro despota africano caduto in disgrazia. Dopo essere stato buttato fuori dal partito che aveva contribuito a fondare, dopo oltre tre decadi di regno il vecchio leone ha detto che rifiuta di farsi da parte quindi il procedimento di impeachement continua. Un procedimento obbligato, anche se ammesso con un certo imbarazzo da un portavoce del partito: “È una pagina triste nella storia del nostro partito rivoluzionario che il compagno Mugabe debba partite in questa modo, ma si è circondato di un cerchio magico che ha cercato di annullare le conquiste della nostra lotta rivoluzionaria”.

Al suo posto al vertice di Zanu-Pf è stato nominato leader l’ex vice presidente, Emmerson Mnangagwa, che Mugabe aveva licenziato due settimane fa. L’ex vice presidente sarà il candidato alle elezioni presidenziali.

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