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Russia fuori dai Giochi (di Rio). La IAAF conferma la sospensione

Russia fuori dai Giochi (di Rio). La IAAF conferma la sospensione
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Di Diego Giuliani
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Il Consiglio straordinario della Federatletica parla di "requisiti mancanti per la riammissione". Ma già apre a una soluzione di compromesso

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La IAAF conferma l’esclusione della Federazione russa di atletica dai Giochi di Rio, ma già suggerisce una scappatoia per consentire agli ‘atleti puliti’ di parteciparvi a titolo individuale. La Federatletica internazionale ha tuttavia già fatto sapere che accetterà solo un numero limitato di “domande” e ribadito la “non negoziabilità” della sua decisione.

‘RusAF has not met reinstatement conditions’ – IAAF Council Meeting, Viennahttps://t.co/a9pzzqny0Q

— IAAF (@iaaforg) 17 giugno 2016

“Nonostante siano stati fatti dei buoni progressi – ha detto il presidente della Federatletica internazionale, Sebastian Coe -, la IAAF ha concordato all’unanimità che la Federazione russa di atletica non ha rispettato le condizioni necessarie a poterla riammettere e che gli atleti russi non possono quindi tornare a partecipare in maniera credibile alle competizioni internazionali, godendo della fiducia del pubblico e dei loro avversari”.

“Decisione non negoziabile” (ma con scappatoia…)

Le modalità della partecipazione degli atleti che saranno ammessi ai Giochi verranno definite dal Comitato Olimpico Internazionale, forse già in una riunione di martedì a Losanna.

IAAF will not lift ban on Russian athletes. But next week IOC will propose compromise where demonstrably clean athletes CAN compete in Rio

— Dan Roan (@danroan) 17 giugno 2016

Per potervi aspirare, gli atleti dovranno dimostrare la propria estraneità al “sistema del doping” e provare la propria negatività a test effettuati al di fuori del territorio russo. Nonostante manchi l’ufficialità, lo stesso presidente della IAAF, Sebastian Coe, ha confermato che un parere favorevole è già stato emesso in favore di Yulia Stepanova, l’ottocentometrista che con le sue rivelazioni aveva contribuito a far luce sul caso. In base a indiscrezioni raccolte dal giornalista di Sky News Paul Kelso – che per primo aveva anticipato il verdetto della IAAF – non sarebbero più di 5 gli atleti russi che nel complesso potrebbero beneficiare della misura.

IAAF believe no more than 5 athletes would satisfy criteria to compete under neutral flag. Primary beneficiary whistleblower Stepanova

— Paul Kelso (@pkelso) 17 giugno 2016

Isinbaieva promette battaglia: “Una violazione dei diritti umani”

“L’emendamento” va incontro alle rivendicazioni di politici e atleti che, come la saltatrice con l’asta Elena Izinbaeva, contestavano il principio della “sanzione collettiva”.

Statement by @yelenaisinbaevapic.twitter.com/qkBPPv2QJt

— Dan Roan (@danroan) 17 giugno 2016

Quest’ultima aveva in giornata anche fatto sapere di voler contestare il pronunciamento della IAAF e dimostrare davanti alla giustizia che quest-ultimo costituisce una violazione dei diritti umani. “È una vergogna che atleti puliti come me vengano puniti per atti che non hanno commesso – ha detto Elena Izinbayeva -. L’atletica è uno sport individuale e ogni atleta deve rispondere a simili accuse a titolo individuale. Non posso parlare in nome di altri atleti russi, perché ciascuno è arbitro delle proprie scelte. Ognuno può scegliere a che mezzi ricorrere per vincere l’oro alle Olimpiadi”.

https://t.co/IlKelk2BFP

— Yelena Isinbaeva (@yelenaisinbaeva) 16 giugno 2016

Al Ministro dello Sport Vitaly Mutko, che ha parlato di “decisione a scapito” degli innocenti, ha fatto eco il membro russo del Consiglio IAAF, Mikhail Bhutov, che ha fatto sapere come la federazione russa stia ipotizzando un ricorso al tribunale arbitrale.

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