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Israele si preparerebbe a rosicchiare un altro pezzo di territorio in Cisgiordania

Israele si preparerebbe a rosicchiare un altro pezzo di territorio in Cisgiordania
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Israele si prepara ad annettere al proprio territorio 150 ettari di terreni agricoli nella Cisgiordania occupata.

La zona si trova fra la città palestinese di Gerico e la colonia ebraica di Almog. L’Autorità palestinese protesta con fermezza. Mercoledì il caponegoziatore Saeb Erekat ha portato la stampa sul posto:

La comunità internazionale chiede di bloccare la colonizzazione e la confisca di terre. Netanyahu risponde potenziando gli insediamenti e aumentando le confische. Viene chiesto a Israele di accettare la soluzione ‘due popoli due stati’. Il premier risponde: nel mio vocabolario ‘Stato palestinese’ non c‘è, trovo la voce ‘uno stato due sistemi’, ma questo significa apartheid.

Benjamin Netanyahu era presente al forum economico di Davos. Da lì ha dato la sua risposta, sibillina:

Si tratta solo di un censimento di terreni. E’ uno dei tanti, di routine e penso che non sia un problema. Non c‘è stata alcuna decisione su cosa fare di questa terra, ma mentre invece la decisione è stata presa di negoziare la pace con le autorità palestinesi se si degnano di partecipare.

Nel frattempo Israele continua con la politica delle demolizioni di edifici per palestinesi in Cisgiordania. A farne le spese questa volta un complesso finanziato dall’Unione europea.

Le quattro strutture servivano da abitazioni per i beduini in una zona particolarmente sensibile, tra Gerusalemme e il Mar Morto.

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