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Uno studio collega cancro e Alzheimer: possibile ruolo del sistema immunitario

 Un medico osserva le immagini cerebrali della tomografia a emissione di positroni (PET) presso il Benner Alzheimer's Institute di Phoenix il 14 agosto 2018. (Foto: AP/Matt York, File)
Un medico osserva le immagini cerebrali della tomografia a emissione di positroni (PET) presso il Benner Alzheimer's Institute di Phoenix il 14 agosto 2018. (Foto: AP/Matt York, File) Diritti d'autore  Matt York/Copyright 2018 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Matt York/Copyright 2018 The AP. All rights reserved
Di يورونيوز
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Un nuovo studio scientifico conferma che i sopravvissuti al cancro hanno un rischio minore di sviluppare l’Alzheimer. I ricercatori puntano il dito sul sistema immunitario come possibile collegamento biologico tra le due malattie

Un legame sorprendente tracancro e morbo di Alzheimer emerge da un recente studio scientifico: le persone che sono sopravvissute a un tumore sembrano avere un rischio significativamente più basso di sviluppare l’Alzheimer rispetto alla popolazione generale. La scoperta rafforza un’ipotesi già emersa in passato e apre nuove prospettive sul ruolo del sistema immunitario come possibile chiave di connessione tra le due patologie.

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Che cos’è il morbo di Alzheimer

Il morbo di Alzheimer, la forma più comune di demenza, è caratterizzato dall’accumulo anomalo nel cervello di placche di proteina amiloide e di grovigli di proteina tau. Questo processo porta progressivamente alla morte delle cellule nervose, causando perdita di memoria, difficoltà cognitive, alterazioni dell’umore e cambiamenti del comportamento.

Negli ultimi anni, tuttavia, la ricerca ha messo in discussione l’idea che le placche amiloidi siano di per sé la causa diretta del danno cerebrale. Sempre più evidenze suggeriscono che sia piuttosto la risposta del sistema immunitario a queste placche a innescare il processo neurodegenerativo.

“Alcune persone convivono con l’accumulo di amiloide senza sviluppare la malattia, mentre altre la manifestano molto precocemente”, spiegano i ricercatori della New York University. “Il sistema immunitario sembra essere il vero protagonista di questa equazione”.

Il ruolo condiviso del sistema immunitario

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Cell, ha identificato percorsi biologici comuni ma opposti tra cancro e Alzheimer. Secondo Jordan Weiss, ricercatore sulla longevità alla New York University, “il cancro e l’Alzheimer si collocano ai due estremi di diversi processi biologici fondamentali”.

In sintesi:

  • un’eccessiva attivazione di questi processi può favorire lo sviluppo del cancro;
  • una loro sottoattività può contribuire alla neurodegenerazione tipica dell’Alzheimer.

L’equilibrio dipende in larga parte dalla capacità del sistema immunitario di autoregolarsi, controllando la proliferazione cellulare e l’accumulo di proteine. Un sistema immunitario troppo aggressivo può danneggiare i neuroni, mentre uno troppo debole può permettere alle cellule tumorali di crescere senza controllo.

Un meccanismo simile riguarda l’eliminazione delle proteine: se è eccessiva, può distruggere proteine utili; se è insufficiente, porta all’accumulo di sostanze tossiche nel cervello.

Le prove dagli studi precedenti

Questi risultati si inseriscono in una linea di ricerca già consolidata. Uno studio del 2012 aveva osservato che i sopravvissuti al cancro avevano meno probabilità di sviluppare l’Alzheimer, mentre i pazienti con Alzheimer risultavano meno soggetti a una diagnosi di cancro.

Un ampio studio del 2024, condotto su oltre tre milioni di persone, ha mostrato che i sopravvissuti a un tumore presentano un rischio inferiore del 25 per cento di sviluppare demenza. Un altro studio, pubblicato nel 2025, ha evidenziato che il gene ApoeE, noto fattore di rischio per l’Alzheimer, è associato anche a un rischio ridotto di cancro.

Il ruolo della cistatina C e i risultati sugli animali

Ulteriori indizi arrivano da studi sperimentali. In modelli murini di Alzheimer, l’introduzione di cellule tumorali umane ha impedito lo sviluppo della malattia. Secondo Yueming Lu, neurologo della Huazhong University of Science and Technology di Wuhan, questo effetto sarebbe legato a livelli elevati di cistatina C, una molecola coinvolta nella regolazione del sistema immunitario.

La cistatina C attiva a sua volta TREM2, una proteina chiave nella rimozione delle placche amiloidi dal cervello. Questo meccanismo potrebbe spiegare biologicamente perché il cancro e l’Alzheimer sembrano muoversi in direzioni opposte.

Il trattamento del cancro può proteggere dall’Alzheimer?

In passato era stata avanzata anche un’altra ipotesi: alcuni trattamenti oncologici, come la chemioterapia, potrebbero modificare a lungo termine l’attività del sistema immunitario, riducendo il rischio o rallentando la progressione dell’Alzheimer. Al momento, però, questa teoria non è stata confermata in modo definitivo.

Gli stessi ricercatori sottolineano la necessità di ulteriori studi sull’uomo, per verificare questi meccanismi, comprenderne le interazioni con altri processi biologici e confermare i risultati in ricerche indipendenti.

Se confermata, questa relazione inversa tra cancro e Alzheimer potrebbe aprire nuove strategie terapeutiche, puntando non solo sulle proteine amiloidi, ma sulla modulazione del sistema immunitario. Un cambio di prospettiva che potrebbe avere implicazioni decisive nella prevenzione e nel trattamento delle malattie neurodegenerative.

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