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Cina: no all'egemonismo informatico, sì a una governance internazionale di internet

Cina: no all'egemonismo informatico, sì a una governance internazionale di internet
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Di Lilia Rotoloni
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Per il presidente Xi Jimping ogni paese deve avere il diritto di partecipare al funzionamento della rete

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Malgrado le apparenze, quando Xi Jinping dice ‘governance di internet’ non intende ‘censura’, ma il diritto di intervenire per evitare che chiunque – leggi Washington – conquisti l’egemonia sul funzionamento della rete.

Il presidente cinese è intervenuto a un convegno dedicato a internet a Wuzhen, nella parte orientale del paese:

Tutti dobbiamo rispettare reciprocamente il diritto di scegliere autonomi percorsi di sviluppo di internet. Tutti abbiamo pari diritto a partecipare alla governance internazionale della rete. Dovremmo opporci all’egemonismo informatico, né sostenere attività informatiche che mettano in pericolo la sicurezza altrui.

Le ricadute della censura

Forse anche per via della censura, la Cina è uno dei rari paesi che ha saputo creare una rete autonoma, con siti in grado di fare concorrenza a Google e compagni.

Il pesante rovescio della medaglia, ovviamente, è il controllo ferreo di internet, l’impossibilità di esprimersi liberamente, i cyberdissidenti che finiscono regolarmente in galera.

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