Nuove violenze a Gerusalemme e in Cisgiordania, Netanyahu: "Ondata di terrorismo"

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Di Euronews
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Non si arrestano tensioni e violenze a Gerusalemme e in Cisgiordania. Sette israeliani sono stati accoltellati da palestinesi in soli due giorni. Le

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Non si arrestano tensioni e violenze a Gerusalemme e in Cisgiordania. Sette israeliani sono stati accoltellati da palestinesi in soli due giorni. Le ultime aggressioni si sono verificate a Gerusalemme, a Tel Aviv, a nord d’Israele e all’ingresso occidentale di Kiryat Arba, insediamento ebraico alle porte di Hebron, in Cisgiordania, dove un 25enne è stato gravemente ferito.

“Siamo nel pieno di un’ondata di terrorismo”, ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu. “Non esiste una soluzione magica o immediata ma con determinazione possiamo sconfiggere il terrore dimostrando che porta nessun risultato”.

Sono circa 1.300 i palestinesi feriti nel corso delle recenti violenze, secondo l’organizzazione umanitaria Mezzaluna rossa. Israele ha rafforzato le misure di sicurezza. La polizia ha posizionato metal detector negli ingressi della Città Vecchia di Gerusalemme.

“La polizia israeliana ha detto che i metal detector servono per individuare le persone sospette, ma in questa strada si incontrano soldati ogni due metri e in tutta questa via ci sono dalle 40 alle 50 telecamere di sicurezza. Tutto questo è il simbolo del fallimento di Israele”, commenta un commerciante.

Per ragioni di sicurezza, il premier ha vietato a tutti i parlamentari ebrei e arabi di visitare la Spianata delle Moschee, luogo sacro dell’Islam ma anche per gli ebrei che la chiamano Monte del Tempio. I deputati arabi hanno ignorato il divieto. Per ridurre il rischio di scontri Israele ha vietato di nuovo l’accesso per la grande preghiera di questo venerdì agli uomini con meno di 50 anni di età.

Per alcuni esperti c‘è il rischio di una terza intifada palestinese.

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