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Almeno 220 soldati russi morti in Ucraina, denuncia un rapporto

Almeno 220 soldati russi morti in Ucraina, denuncia un rapporto
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Sono almeno 220 i soldati russi morti nel sud-est ucraino combattendo dalla parte dei separatisti. E’ quanto denuncia il rapporto di esponenti dell’opposizione che hanno portato a termine il lavoro di Boris Nemtsov, l’ex vice premier ucciso a fine febbraio.
Un enorme danno politico è stato fatto alla Russia come conseguenza dell’oscura avventura geopolitica iniziata da Putin nell’Ucraina dell’est – ha detto Ilya Yashin, amico di Nemtsov ed esponente dell’opposizione -. La guerra in Ucraina è non dichiarata, folle, cinica. E’ un crimine contro il popolo russo che paghiamo con le vite dei nostri compatrioti, con la crisi economica e l’isolamento politico”.
Per l’omicidio di Nemtsov sono stati arrestati cinque sospetti ma il caso non è risolto.
“Nessuno prenderà in considerazione questo rapporto – dice Pavel Felgenhauer, analista militare del giornale Novaya Gazeta -, almeno finché lo zar Putin non ammetterà l’intervento russo in Ucraina, oppure quando fra qualche anno qualcuno pubblicherà i risultati di un’inchiesta che dirà la verità. Nessun’altro Paese ha condotto così tante operazioni segrete come la Russia, in genere è impossibile nelle società democratiche ma qui lo è. Nessuno lo vuole ammettere”.
Qualche giorno dopo l’omicidio di Nemtsov, migliaia di persone avevano sfilato a Mosca in solidarietà con il leader politico assassinato.