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Brasile: l'inquinamento pesa sulle prossime olimpiadi

Brasile: l'inquinamento pesa sulle prossime olimpiadi
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Di Alberto De Filippis
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C‘è del marcio in Brasile, e non si tratta solo degli scandali che stanno scuotendo alle fondamenta l’esecutivo della presidentessa Dilma Rousseff

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C‘è del marcio in Brasile, e non si tratta solo degli scandali che stanno scuotendo alle fondamenta l’esecutivo della presidentessa Dilma Rousseff. Anche le imminenti olimpiadi nascono sotto una cattiva stella. Ritardi, scandali, ma soprattutto inquinamento.

Migliaia di pesci morti galleggiano nella baia di Guanabara, dove fra circa un’anno si terranno le regate dei Giochi.

“Ti stai allenando e cominci a sentirti male, ad avere nausea. Allora devi smettere di allenarti e riposarti un po”, dice un atleta.

Vogare fra immondizia e pesci morti non è esattamente il miglior biglietto da visita per dei giochi che si dicono a basso impatto ambientale, ma il governatore dello stato di Rio non sembra molto turbato: “Riusciremo a bonificare per il 2018, ma on finiremo per i giochi. Ora siamo al 49%, ma contiamo di arrivare al 60%”.

Numeri che le organizzazioni ambientaliste definiscono senza alcun fondamento. Megalopoli come Rio sversano direttamente in mare parte dei liquami prodotti. Finora l’esecutivo non sembra aver agito in modo deciso, ma la caduta d’immagine del Brasile, dopo la non ottima figura ai recenti mondiali di calcio, potrebbe costare cara al gigante sudamericano.

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