Libertà religiose, discriminazione: anche Arkansas fa retromarcia

Libertà religiose, discriminazione: anche Arkansas fa retromarcia
Di Euronews
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Anche il governatore dell’Arkansas, il repubblicano Asa Hutchinson, fa un passo indietro sulla legge delle libertà religiose e annuncia che chiederà

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Anche il governatore dell’Arkansas, il repubblicano Asa Hutchinson, fa un passo indietro sulla legge delle libertà religiose e annuncia che chiederà di bloccare o emendare il testo così come è stato approvato.

È il risultato dell’ondata di polemiche e della pressione contro una legge che, secondo i suoi detrattori, aprirebbe la strada alla discriminazione delle minoranze omosessuali sulla base di convinzioni religiose.

“Qui si parla sia di contenuto, vale a dire fare una buona legge, ma anche di comunicazione al mondo e agli Stati nostri vicini per dire che riconosciamo la diversità tra i lavoratori, riconosciamo il bisogno di evitare ogni discriminazione e vogliamo mettere in pratica questi valori” ha affermato il governatore. Un appello affinchè ponesse il proprio veto al testo era arrivato anche da suo figlio Seth Hutchinson.

Like IN law, AR bill goes beyond protecting religion, would permit unfair discrimination against #LGBT Americans. I urge Governor to veto.

— Hillary Clinton (@HillaryClinton) 1 Aprile 2015

Martedì il governatore dell’Indiana Mike Pence era già stato costretto a chiedere di votare un nuovo testo che specificasse che la libertà religiosa non può equivalere in ogni caso ad un’autorizzazione a discriminare.

Testi analoghi sono stati approvati in altri 19 Stati negli Usa. Ma in Arkansas e Indiana la legge estendeva alle imprese il ripristino delle libertà religiose.

Apple is open for everyone. We are deeply disappointed in Indiana's new law and calling on Arkansas Gov. to veto the similar #HB1228.

— Tim Cook (@tim_cook) 27 Marzo 2015

Contro questa formulazione si sono schierate le associazioni gay ma anche il direttore del gigante della distribuzione Walmart, il numero uno di Apple Tim Cook, Hillary Clinton e diverse personalità pubbliche che hanno minacciato di cancellare visite e interventi in Indiana.

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