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Vent'anni dopo l'attentato al Sarin, il Giappone ricorda. Gli effetti sulla popolazione si sentono ancora oggi.

Vent'anni dopo l'attentato al Sarin, il Giappone ricorda. Gli effetti sulla popolazione si sentono ancora oggi.
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Vent’anni fa il Giappone veniva colpito al cuore. Le gallerie della metropolitana di Tokyo furono invase da gas sarin. 13 i morti, più di 6 mila le persone che subirono conseguenze più o meno gravi.

E vent’anni dopo quel traumatico 20 marzo, la capitale ha commemorato le vittime dell’attentato.

Il premier Shinzo Abe si è presentato all’altare eretto nella stazione della metropolitana Kasumigaseki per pregare e incontrare i parenti dei defunti.

Dell’attacco si sa che fu messo in atto dai seguaci della setta Suprema Verità, ma molti dettagli restano oscuri.

“A vent’anni da questi attentati al sarin nel metrò di Tokyo – ci dice il nostro inviato Serge Rombi -, il 70 per cento delle vittime soffre ancora oggi di problemi agli occhi. Quasi un abitante di Tokyo su due afferma di aver paura quando prende la metropolitana. E questi disturbi psicologici potrebbero aggravarsi ancora negli anni a venire”.

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