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La sicurezza nucleare nell'Ue dopo Fukushima

La sicurezza nucleare nell'Ue dopo Fukushima
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“Esiste una politica europea per la sicurezza nucleare?”

Michèle Rivasi, deputata europea dei Verdi:

“Mi piacerebbe che ci fosse una politica di sicurezza nucleare in Europa, perché come si è visto con Fukushima e Chernobyl, gli incidenti nucleari non hanno frontiere. Ma purtroppo il Trattato di Lisbona non ha trasferito questa competenza alla Commissione Europea e attualmente il mix energetico ad esempio è di competenza degli Stati. L’unico obiettivo comune sull’energia stabilito dal Trattato di Lisbona è il 20 per cento di energie rinnovabili”.

“Sull’energia nucleare c‘è l’iniziativa del commissario Oettinger per compiere stress test, ossia i test sulla resistenza dei reattori, identici per tutte le centrali, affinché incidenti come quello di Fukushima non avvengano più. Ma tutto dipenderà da se gli Stati membri dell’Unione vorranno accettare i criteri della nuova valutazione del rischio delle centrali nucleari”.

A fine maggio dopo varie settimane di discussione le autorità per la sicurezza nucleare europee sono arrivate a un accordo sulla durata e le modalità dei testi da condurre per verificare la resistenza dei 143 reattori in funzione nell’Unione a catastrofi naturali o errori umani.

Per quanto riguarda il rischio terroristico sarà oggetto di una valutazione separata come ha chiesto in particolare la Francia che ha addotto ragioni di sicurezza nazionale. I risultati degli stress test sono attesi da qui a fine aprile 2012. Alla luce di questi sarà ogni singolo Stato membro a decidere se chiudere o meno le centrali nucleari considerate difettose.

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