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Sanzioni USA contro la CPI, l'UE valuta il meccanismo di blocco contro Trump

La Corte penale internazionale (CPI) fotografata il 9 dicembre 2025 a L'Aia, nei Paesi Bassi.
La sede della Corte penale internazionale (ICC) è fotografata il 9 dicembre 2025 a L'Aia, nei Paesi Bassi. -  Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved.
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Di Greta Ruffino
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L'Unione europea valuta il meccanismo di blocco per proteggere la CPI dalle sanzioni statunitensi e garantirne l'indipendenza

L'Unione europea condanna le sanzioni imposte dagli Stati Uniti alla Corte penale internazionale (CPI) e si prepara a valutare possibili contromisure per difendere l'autonomia del tribunale. Bruxelles ha definito le misure di Washington "profondamente deplorevoli" e ha assicurato di essere pronta ad adottare "ogni misura necessaria" per consentire alla corte di continuare a operare.

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La Commissione europea ha dichiarato che l'UE collaborerà strettamente con la CPI per garantirne il funzionamento. Il rinvio di sei mesi prima dell'entrata in vigore delle sanzioni, ha aggiunto, potrebbe lasciare spazio al dialogo.

Tra le opzioni sul tavolo c'è il cosiddetto meccanismo di blocco, uno strumento giuridico che vieta alle aziende europee di rispettare determinate sanzioni statunitensi, anche attraverso omissioni deliberate. Il suo eventuale utilizzo potrebbe contribuire a limitare le conseguenze delle misure americane sulla corte e sui soggetti che collaborano con essa.

Il ministro degli Esteri olandese Tom Berendsen ha definito il meccanismo "l'opzione nucleare", sottolineando tuttavia che i Paesi Bassi hanno chiesto a Bruxelles di prepararsi a un suo possibile impiego.

Perché Trump ha sanzionato la Corte penale internazionale

Le nuove misure sono state annunciate venerdì dal segretario di Stato americano Marco Rubio. L'amministrazione Trump accusa la CPI di agire per ragioni politiche e di prendere ingiustamente di mira cittadini statunitensi e israeliani con le sue indagini sui presunti crimini di guerra.

"Proibiremo le transazioni con questo tribunale canaglia, taglieremo le sue risorse e ne paralizzeremo la capacità di agire contro di noi", ha dichiarato Rubio in un videomessaggio pubblicato sui social media. Gli Stati Uniti, ha aggiunto, non riconoscono la giurisdizione della corte.

Le sanzioni prevedono il congelamento degli eventuali beni della CPI presenti negli Stati Uniti e concedono a imprese e cittadini americani sei mesi per interrompere i rapporti commerciali con il tribunale.

L'annuncio è arrivato poco dopo che Navi Pillay, ex giudice della CPI e procuratrice sudafricana, ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace. La decisione americana di introdurre le sanzioni era stata tuttavia presa prima dell'annuncio del riconoscimento.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha accolto con favore le misure. La CPI ha emesso un mandato di arresto nei suoi confronti per presunti crimini di guerra e crimini contro l'umanità commessi nella Striscia di Gaza.

"La CPI non è un tribunale. È un organo politico che rappresenta una minaccia mortale per le democrazie rispettose della legge in tutto il mondo e per la stessa idea di sovranità nazionale", ha dichiarato l'ufficio di Netanyahu in un messaggio pubblicato su X.

La risposta della CPI: "Un attacco allo Stato di diritto"

La Corte penale internazionale ha respinto le sanzioni, definendole un attacco allo Stato di diritto e ai principi su cui si fonda l'ordine giuridico internazionale.

In un comunicato, il tribunale ha denunciato un tentativo di ostacolare la giustizia e di impedirgli di svolgere il mandato per cui è stato istituito. La corte ha inoltre ribadito che il principio secondo cui nessuno è al di sopra della legge deve restare alla base del sistema internazionale.

La presidente della CPI, Tomoko Akane, ha assicurato che il tribunale continuerà a operare "con indipendenza e imparzialità", basandosi esclusivamente sulla legge e sulle prove e agendo nell'interesse delle vittime dei crimini più gravi.

La risposta europea si inserisce ora nel confronto sulle conseguenze delle sanzioni americane: Bruxelles dovrà valutare come tutelare l'operatività della corte senza aggravare lo scontro con Washington.

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