Nuove rivelazioni di Le Canard Enchaîné e Mediapart sul leader del Rassemblement National: lui nega le accuse e annuncia una denuncia per diffamazione
Il caso dei presunti messaggi antisemiti attribuiti a Jordan Bardella si arricchisce di nuovi elementi. Secondo il settimanale satirico francese Le Canard Enchaîné, il presidente del Rassemblement National (RN) avrebbe cancellato i dati di un vecchio account Facebook tra il 28 settembre e il 2 ottobre, proprio nei giorni successivi alle prime rivelazioni di Mediapart sui messaggi razzisti e antisemiti che gli vengono attribuiti.
Il giornale afferma di disporre di estratti di conversazioni private che documenterebbero la cancellazione di tutti i dati del profilo. L'account in questione, tuttavia, non sarebbe quello dal quale sarebbero stati inviati i messaggi contestati, risalenti al 2013, quando Bardella aveva 17 anni ed era un giovane militante del Front National, il partito che ha poi cambiato nome in Rassemblement National.
Il RN respinge le accuse. "Jordan Bardella non si è mai collegato ad alcun account Facebook né ha cancellato alcun messaggio", ha dichiarato il partito, annunciando una denuncia per diffamazione.
Mediapart: coincidenze tra i messaggi privati e i post di Bardella
Le nuove rivelazioni arrivano dopo un'altra inchiesta pubblicata venerdì da Mediapart. Il sito investigativo sostiene che tre persone che avevano conversato con Bardella all'epoca abbiano ottenuto da Meta, la società proprietaria di Facebook, estratti delle loro conversazioni con l'attuale leader dell'estrema destra francese.
Secondo il giornale, nei messaggi comparirebbero riferimenti a episodi personali presenti anche nelle conversazioni contenenti le frasi antisemite e complottiste attribuite a Bardella. L'inchiesta segnala inoltre somiglianze tra i messaggi privati su Facebook e i contenuti pubblicati nel 2013 sul suo account Twitter, oggi X.
Un esempio riguarda il 12 settembre 2013. Alle 22:50, l'account Twitter di Bardella pubblicò un messaggio sul consigliere economico di François Hollande, descritto come dipendente della banca Rothschild. Due minuti dopo, alle 22:52, lo stesso riferimento sarebbe comparso in una conversazione privata su Messenger, nella quale si parlava di Emmanuel Macron, allora vicesegretario generale dell'Eliseo, e del suo precedente impiego nella banca.
Mediapart sottolinea anche una coincidenza ortografica: in entrambi i messaggi il cognome Rothschild sarebbe stato scritto senza la prima "h". Il sito riferisce di aver individuato altri errori simili nelle pubblicazioni e nelle conversazioni attribuite ai due account.
La questione dell'ortografia era già emersa dopo le prime rivelazioni. I sostenitori di Bardella avevano utilizzato gli errori presenti nei messaggi antisemiti per contestare che fosse lui l'autore. Le nuove corrispondenze individuate da Mediapart vengono invece presentate dal giornale come elementi a sostegno della propria ricostruzione.
Bardella nega tutto e annuncia una denuncia
Il presidente del RN continua a negare di aver pronunciato le frasi antisemite che gli vengono attribuite. Giovedì, il suo avvocato Pascal Garbarini ha ribadito che Bardella contesta la paternità dei messaggi, sostenendo che il nuovo articolo di Mediapart "non apporta alcun elemento nuovo". Il legale ha inoltre parlato di un "accanimento mediatico" che, a suo giudizio, andrebbe oltre la ricerca dell'interesse generale.
Martedì, durante una conferenza stampa dedicata al bilancio francese per il 2027, un giornalista aveva invitato Bardella a estrarre direttamente le proprie conversazioni Messenger del 2013, così da dimostrare che non contenessero messaggi antisemiti o complottisti.
Il leader del RN aveva risposto di non utilizzare più Facebook "da molto tempo". Le nuove indiscrezioni sulla cancellazione dei dati di un altro account hanno riacceso le polemiche, ma non dimostrano di per sé chi abbia scritto i messaggi contestati né perché i dati siano stati rimossi.
Marine Le Pen conferma il sostegno al leader del RN
La vicenda rappresenta un nuovo problema politico per Bardella, considerato una figura centrale nella strategia del Rassemblement National in vista delle prossime scadenze elettorali francesi.
Marine Le Pen gli ha confermato pubblicamente il proprio sostegno. Anche altri esponenti del partito di estrema destra hanno sostenuto che lo scandalo non starebbe avendo ripercussioni significative sull'opinione pubblica.
Le inchieste giornalistiche hanno aggiunto nuovi elementi alla controversia, mentre Bardella continua a respingere ogni responsabilità e il partito annuncia iniziative legali. L'attribuzione dei messaggi resta contestata e le ricostruzioni pubblicate dai media non equivalgono, da sole, a un accertamento giudiziario.