Loader
Seguiteci
Pubblicità

Operazione Vivaldi, Kiev ferma la tenaglia russa nel Donbass

Un soldato ucraino cammina lungo una strada a Druzhkivka, sulla linea del fronte nella regione di Donetsk, il 12 settembre 2026.
Un soldato ucraino cammina lungo una strada a Druzhkivka, sulla linea del fronte (regione di Donetsk), il 12 settembre 2026. -  Diritti d'autore  Ирина Рыбакова/93-я отдельная механизированная бригада «Холодный Яр» ВСУ
Diritti d'autore Ирина Рыбакова/93-я отдельная механизированная бригада «Холодный Яр» ВСУ
Di Serguei Doubine
Pubblicato il •Ultimo aggiornamento
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button

L'ISW contesta i dati diffusi da Mosca sulle conquiste di settembre: l'Ucraina ha riconquistato terreno a Lyman e frenato l'avanzata russa verso Sloviansk

Le forze ucraine hanno compromesso il piano russo di accerchiare e conquistare entro la fine del 2026 il territorio della regione di Donetsk ancora sotto controllo di Kiev. È la conclusione dell'Institute for the Study of War (ISW), think tank con sede a Washington, secondo cui la controffensiva ucraina nell'area di Lyman ha fatto saltare uno dei due assi della manovra russa, riducendo le possibilità di una rapida avanzata nel Donbass.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

L'operazione ha colpito un elemento centrale della strategia di Mosca: la cosiddetta "cintura-fortezza", una rete di difese e collegamenti logistici che protegge le principali aree del Donbass ancora controllate dall'Ucraina. Il piano russo prevedeva un'avanzata a tenaglia da nord, attraverso Lyman, e da sud-ovest, dall'area di Dobropillia, per ricongiungere le due direttrici nei pressi di Barvinkove, nella regione di Kharkiv.

Un accerchiamento riuscito avrebbe avvicinato il Cremlino all'obiettivo di conquistare l'intera regione di Donetsk, offrendo al tempo stesso un risultato militare da presentare all'opinione pubblica russa dopo anni di guerra. La controffensiva ucraina ha però compromesso il braccio settentrionale della manovra, costringendo le forze russe a rivedere i propri piani.

L'Ucraina sventa l'offensiva russa nel Donetsk
L'Ucraina sventa l'offensiva russa nel Donetsk ISW

L'operazione Vivaldi respinge i russi nell'area di Lyman

La controffensiva, denominata "Operation Vivaldi" ("Operazione Vivaldi"), ha permesso alle forze ucraine di avanzare lungo due direttrici: a nord, sulla linea Ridkodub–Nove–Novomykhailivka, e a sud, lungo l'asse Yarova–Drobysheve–Stavky.

Queste avanzate hanno smantellato il cuneo territoriale creato dalle forze russe per minacciare Sloviansk da nord-est, spingendo le unità di Mosca sulla difensiva e facendo perdere loro posizioni utili per un'ulteriore avanzata.

Il comandante del 3º Corpo d'armata ucraino, Andrii Biletskyi, ha dichiarato che le prime tre fasi dell'operazione, condotte tra metà e fine settembre, hanno consentito di liberare 176 chilometri quadrati di territorio. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva invece indicato, al 3 ottobre, una superficie compresa tra 125 e 140 chilometri quadrati, aggiungendo che le perdite russe erano aumentate sensibilmente negli ultimi due o tre mesi.

Secondo l'ISW, tuttavia, l'efficacia dell'operazione potrebbe essere superiore a quanto suggeriscono le cifre ufficiali diffuse da Kiev.

Il risultato ha conseguenze che vanno oltre il territorio riconquistato. Il controllo ucraino dell'area di Lyman protegge importanti linee di rifornimento e impedisce alla Russia di utilizzare le posizioni settentrionali per minacciare direttamente gli accessi alla cintura-fortezza. Per rafforzare questo settore, inoltre, Mosca potrebbe essere costretta a trasferire unità da altri tratti del fronte.

Militari ucraini corrono lungo una strada a Druzhkivka; foto fornita dal servizio stampa della 93ª Brigata meccanizzata autonoma dell'Ucraina
Militari ucraini corrono lungo una strada a Druzhkivka; foto fornita dal servizio stampa della 93ª Brigata meccanizzata autonoma dell'Ucraina Iryna Rybakova/Ukrainian 93rd Mechanized brigade

La Russia perde un asse della manovra nel Donbass

Con il fallimento dell'avanzata da nord-est, il peso dell'operazione ricade ora sul braccio meridionale, partito dall'area Pokrovsk–Dobropillia. Le forze russe devono quindi tentare di raggiungere obiettivi più ambiziosi con una sola direttrice di avanzata, dopo aver perso una componente essenziale del piano originario.

Per l'ISW si tratta di un fallimento operativo: Mosca non ha soltanto perso terreno attorno a Lyman, ma ha visto compromessa una parte fondamentale della campagna militare contro la cintura-fortezza.

Militari ucraini osservano un drone a visuale in prima persona (FPV) a Druzhkivka il 12 settembre 2026.
Militari ucraini osservano un drone a visuale in prima persona (FPV) a Druzhkivka il 12 settembre 2026. Iryna Rybakova/Ukrainian 93rd Mechanized brigade

Le truppe russe mantengono alcune conquiste limitate nei dintorni di Kostyantynivka e a est di Sloviansk, ma incontrano difficoltà nel sostenere il ritmo dell'avanzata in entrambe le aree. Secondo il think tank, la strategia basata su infiltrazioni di fanteria, droni e bombardamenti può produrre un logoramento progressivo delle difese ucraine, ma non sembra sufficiente a garantire le rapide manovre meccanizzate necessarie per ottenere uno sfondamento su larga scala.

La situazione sul campo resta comunque fluida. L'ISW prevede che le forze russe cercheranno di adattarsi, mentre una nuova mobilitazione o un'evoluzione delle capacità tecnologiche potrebbero modificare gli equilibri. Nessuno di questi fattori, tuttavia, garantisce che Mosca riesca a superare le difese ucraine.

Insediamenti liberati nell'operazione
Insediamenti liberati nell'operazione ISW

L'ISW contesta i dati russi sulle conquiste di settembre

La valutazione del think tank mette in discussione anche i numeri diffusi dai media russi filo-governativi, secondo cui l'esercito di Mosca avrebbe conquistato altri 1.301 chilometri quadrati di territorio ucraino nel corso di settembre, circa due volte e mezzo la superficie attribuita alle avanzate dei mesi precedenti.

L'ISW ha confrontato fotografie e video geolocalizzati, immagini satellitari e altri dati verificabili visivamente. Da questa analisi emerge un quadro opposto: nel corso del mese, le unità d'assalto russe sarebbero state respinte da almeno 80 chilometri quadrati di territorio. Considerando anche le aree in cui le truppe russe erano penetrate senza riuscire a consolidare le proprie posizioni, la ritirata netta ammonterebbe a 175,18 chilometri quadrati.

Anche le dichiarazioni del presidente russo Vladimir Putin sul controllo territoriale nel Donbas sono state contestate. La settimana scorsa, intervenendo al Club Valdai, Putin ha affermato che la Russia controlla ormai l'89 per cento della regione di Donetsk. Secondo le stime dell'ISW, la quota effettivamente sotto controllo russo non supera invece l'81 per cento.

Militari ucraini nella Druzhkivka sulla linea del fronte; foto fornita dal servizio stampa della 93ª Brigata meccanizzata autonoma dell'Ucraina
Militari ucraini nella Druzhkivka sulla linea del fronte; foto fornita dal servizio stampa della 93ª Brigata meccanizzata autonoma dell'Ucraina Iryna Rybakova/Ukrainian 93rd Mechanized brigade

Il think tank ha giudicato le affermazioni russe sui presunti sfondamenti di settembre "talmente lontane dalla realtà da sembrare allucinazioni".

L'istituto non è in grado di stabilire se Putin sia consapevole dell'inesattezza dei dati che cita o se abbia finito per credere alle informazioni manipolate provenienti dal fronte. Secondo l'ISW, la discrepanza riflette una cultura della disonestà profondamente radicata nella catena di comando militare russa, che può compromettere anche la capacità del Cremlino di valutare correttamente la situazione sul campo.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

Ucraina, allarme fondi in Europa: il prestito da 90 miliardi potrebbe non bastare

Decine di vittime in attacchi russi, l'Ucraina colpisce la regione di Belgorod

Putin offre aiuto per fermare la guerra Iran-USA ma prosegue quella in Ucraina