La portaerei è tornata dal Medio Oriente dopo oltre 10 mesi in mare, coinvolta nella guerra di Usa e Israele contro l'Iran. Durante la missione, segnalate condizioni difficili a bordo e 8 tentati suicidi tra i marinai
La portaerei statunitense USS Abraham Lincoln è rientrata giovedì a San Diego dopo aver fornito supporto alla guerra degli Stati Uniti contro l'Iran. L'unità ha trascorso in mare un periodo record di 265 giorni consecutivi, caratterizzati da diverse segnalazioni sulle difficili condizioni per l'equipaggio.
Il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth ha visitato la portaerei mercoledì per consegnare all'equipaggio la Presidential Unit Citation, la massima onorificenza militare conferita a un'unità.
Hegseth ha respinto le osservazioni secondo cui la nave sarebbe diventata "un simbolo di disfunzione, di scarso morale o di una missione fallita".
La portaerei ha attirato l'attenzione a livello nazionale dopo le notizie su stress, problemi di salute mentale e carenze di cibo e prodotti per l'igiene durante la missione.
All'inizio la Marina aveva minimizzato i problemi, ma in seguito ha riconosciuto alcune criticità a bordo, tra cui una riduzione delle opzioni di pasto a causa delle limitate possibilità di rifornimento.
La Marina ha inoltre informato i parlamentari che otto marinai avevano tentato il suicidio durante la missione. Secondo gli esperti, il dato è relativamente basso per un gruppo d'attacco di circa 6.000 militari in un arco di 10 mesi.
La Lincoln aveva lasciato la California a novembre 2025 per un incarico nel Mar Cinese Meridionale ed era stata poi dirottata in Medio Oriente, prima degli attacchi congiunti Usa-Israele contro l'Iran iniziati a febbraio 2026.