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Il discorso sullo Stato dell'Unione: cosa dirà Ursula von der Leyen

Ursula von der Leyen è al suo sesto discorso sullo stato dell'Unione
Ursula von der Leyen è al suo sesto discorso sullo stato dell'Unione Diritti d'autore  EbS
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Di Vincenzo Genovese & Luca Bertuzzi & Peggy Corlin, Sasha Vakulina & Marta Pacheco
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La guerra in Ucraina, l'allargamento, le migrazioni, il clima e il commercio dovrebbero essere al centro del discorso più atteso dell'anno a Bruxelles, dove potrebbe arrivare anche un annuncio a sorpresa

La cosa più facile da prevedere è come finirà. "Long live Europe" è la frase con cui Ursula von der Leyen ha chiuso tutti i suoi discorsi sullo Stato dell'Unione e i principali interventi davanti al Parlamento europeo, con una significativa eccezione: l'italiano "Viva l'Europa" scelto per il suo discorso del 2021, pronunciato nel pieno della pandemia di Covid-19.

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La vera domanda è che cosa dirà prima di arrivare a quella chiusura ormai familiare. Il discorso sullo Stato dell'Unione è uno dei segreti meglio custoditi di Bruxelles e la versione finale può essere ritoccata fino all'ultimo momento.

"Solo due persone ce l'hanno in tasca: von der Leyen e [il suo capo di gabinetto] Bjoern Seibert", ha osservato un funzionario europeo.

Sulla base di conversazioni con funzionari, diplomatici ed eurodeputati, Euronews ha individuato i temi chiave che dovrebbero figurare nell'intervento della presidente della Commissione davanti al Parlamento europeo mercoledì.

Divieto dei social media – un segreto di Pulcinella?

Lo scorso anno, gli annunci di maggiore impatto di von der Leyen per costruire una "muraglia di droni" e sanzionare ministri estremisti israeliani non si sono concretizzati nel corso dell'anno, venendo attenuati o rinviati dagli Stati membri dell'UE.

L'annuncio principale di quest'anno potrebbe rivelarsi altrettanto controverso.

La presidente della Commissione dovrebbe annunciare una proposta per un divieto dei social media per i minori valido in tutta l'UE, su cui si lavora da tempo e che dovrebbe riprendere in larga misura le raccomandazioni di un gruppo di esperti pubblicate a luglio.

La Commissione ha annunciato che giovedì presenterà una proposta chiamata "EU Kids Act", che con ogni probabilità includerà il divieto.

Resta da capire fino a che punto von der Leyen vorrà spingersi per armonizzare l'età minima in tutta Europa – e quale soglia proporrà.

La questione è particolarmente delicata, perché tocca un ambito di competenze nazionali fortemente tutelate e potrebbe aprire il vaso di Pandora dei servizi online nocivi, con Paesi come i Paesi Bassi e la Spagna che chiedono già di applicare lo stesso approccio ai videogiochi e ai "compagni" di intelligenza artificiale.

Ucraina – asset congelati e nuove sanzioni?

L'Ucraina sarà con ogni probabilità in cima all'agenda, mentre Kiev affronta un enorme buco di bilancio e il dibattito sull'uso degli asset russi congelati torna in primo piano.

Alla Commissione è stato chiesto di trovare soluzioni creative che proteggano il Belgio, che ospita il gestore di asset più coinvolto, Euroclear, da eventuali contenziosi. Se queste soluzioni sono pronte, lo Stato dell'Unione è il momento giusto per metterle sul tavolo.

Come nei precedenti discorsi, von der Leyen è intenzionata a ribadire il sostegno dell'UE all'Ucraina e a portare sul palco una persona ucraina, per dare un volto umano agli impegni presi verso il Paese in guerra.

Quest'anno sarà con ogni probabilità la giovane atleta ucraina Oleksandra Paskal, una ginnasta ritmica di 10 anni che ha perso la gamba sinistra in un attacco missilistico russo nel 2022, durante un bombardamento sul villaggio di Zatoka, sul Mar Nero. Dopo aver ricevuto una protesi ed essere stata sottoposta a riabilitazione, è tornata alle gare di ginnastica e ora gareggia insieme alle ginnaste normodotate, con risultati eccellenti.

Sull'altro fronte, von der Leyen potrebbe annunciare il prossimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, nonostante gli Stati membri facciano sempre più fatica a trovare nuovi settori industriali da colpire.

Il recente tentato attacco con droni all'aeroporto di Lipsia, che coinvolge uno dei sospetti entrato nello spazio Schengen con un visto turistico rilasciato dall'Italia, ha riacceso il dibattito sulla limitazione dei visti per i turisti russi e sul divieto di ingresso nell'UE per gli ex combattenti.

La presidente della Commissione potrebbe cercare di sfruttare lo "slancio di Lipsia" per far avanzare il divieto, che al momento incontra l'opposizione di Francia e Italia.

Migrazione – una linea (ancora) più rigida

Nuove misure per affrontare la migrazione irregolare figureranno con ogni probabilità nel discorso di von der Leyen, dopo il massiccio afflusso di migranti a Ceuta lo scorso luglio che ha allarmato i governi dell'UE e ha messo sotto pressione perfino l'area Schengen di libera circolazione.

Tre opzioni principali sono sul tavolo e non si escludono a vicenda.

La più dirompente sarebbe una sospensione temporanea delle norme sull'asilo in caso di arrivi improvvisi e su larga scala. Alcuni Stati membri, come la Polonia e la Grecia, hanno adottato misure simili negli ultimi anni, mentre altri Paesi dell'UE, come Italia, Danimarca e Svezia, sono favorevoli a limitare i diritti d'asilo.

È previsto anche un rafforzamento di Frontex, con una riforma a ampio raggio del mandato dell'agenzia europea delle frontiere in programma entro la fine dell'anno. Von der Leyen, che due anni fa si è impegnata a triplicare il personale di Frontex, potrebbe annunciare un ruolo maggiore per l'agenzia nei rimpatri dei migranti irregolari, insieme a poteri ampliati per monitorare le rotte migratorie oltre i confini europei.

Più inattesa sarebbe una promessa di utilizzare fondi europei per finanziare i controversi "return hubs", centri di rimpatrio situati in Paesi non appartenenti all'UE dove verrebbero inviati i richiedenti asilo respinti.

Attualmente, si prevede che i governi nazionali finanzino interamente questi hub e che possano anche fornire ulteriori risorse, partenariati commerciali o altri incentivi ai Paesi partner. Ma una soluzione europea che copra parzialmente i costi non può essere esclusa, dato che la maggioranza dei Paesi dell'UE sostiene il progetto.

Allargamento – o prima la riforma?

L'allargamento – o "riunificazione", come lo ha definito von der Leyen nell'ultimo discorso sullo Stato dell'Unione – si trova a un bivio.

Il processo di adesione sembra guadagnare slancio nei Balcani occidentali e nell'Europa orientale, mentre il recente referendum in Islanda ha confermato che l'UE fatica ad attirare i vicini più ricchi, sullo sfondo di crescenti preoccupazioni per la sicurezza.

Montenegro, Albania, Moldavia e Ucraina stanno tutte compiendo progressi sul percorso di adesione, ma sollevano anche interrogativi su come potrebbe funzionare un'Unione ampliata e se esistano modalità migliori per mantenere i candidati coinvolti, offrendo benefici anticipati.

Tutte queste questioni saranno affrontate nella prossima revisione delle politiche pre-allargamento, una proposta che la Commissione presenterà alla fine del mese.

Von der Leyen potrebbe però aver tenuto nascoste alcune proposte dirompenti, come la riduzione delle aree in cui è richiesta l'unanimità per prendere decisioni o l'abbandono del principio di un Commissario per ogni Stato membro.

Queste idee potrebbero rendere più agevole il percorso dei Paesi candidati, contribuendo a ridurre le resistenze all'allargamento, ma sarebbero anche altamente controverse per gli Stati membri attuali.

Clima – inizia l'era dell'attuazione

Von der Leyen probabilmente userà il discorso di quest'anno per sostenere che l'agenda climatica europea sta entrando in una nuova fase: dal fissare gli obiettivi al realizzarli, mantenendo sotto controllo i costi dell'energia e la competitività industriale.

L'UE ha già fissato un obiettivo vincolante di riduzione delle emissioni del 90% entro il 2040 e ora Bruxelles deve mostrare come rendere il percorso sostenibile dal punto di vista economico e politico.

Il messaggio politico sarà probabilmente che la decarbonizzazione è ormai inseparabile dalla sicurezza energetica europea. Dopo gli shock energetici ripetuti dello scorso anno, von der Leyen potrebbe sostenere che ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati è al tempo stesso una politica climatica e una necessità strategica.

Ciò implica una maggiore enfasi su elettrificazione, reti, energie rinnovabili, energia nucleare e costi energetici più bassi, piuttosto che sulla sola regolamentazione climatica.

L'adattamento ai cambiamenti climatici è destinato a occupare uno spazio molto più rilevante rispetto ai discorsi precedenti.

Dopo un'estate segnata da incendi devastanti, inondazioni e siccità, von der Leyen cercherà di spostare il messaggio dalla prevenzione dei cambiamenti climatici alla protezione degli europei dalle loro conseguenze.

Questo potrebbe tradursi in un'azione europea più incisiva sulla resilienza al calore, la gestione dell'acqua, la prevenzione degli incendi boschivi e le infrastrutture resistenti al clima. Resta però il principale nodo: da dove arriveranno le risorse finanziarie?

Cina – e una nuova alleanza con il Canada?

La Cina dovrebbe avere anch'essa un ruolo nel discorso sullo Stato dell'Unione, anche se non è ancora chiaro quale tono adotterà von der Leyen – e quale linguaggio userà nei confronti di Pechino.

Secondo funzionari e diplomatici europei, i negoziati per riequilibrare la relazione commerciale – con l'UE che registra un deficit record di 1 miliardo di euro al giorno – non stanno andando bene.

Lo scorso giugno, gli Stati membri dell'UE hanno chiesto alla Commissione di presentare misure concrete per proteggere l'industria europea e rafforzare gli strumenti di difesa commerciale del blocco, da utilizzare in caso di strategia commerciale aggressiva da parte della Cina.

A due settimane dalla missione cruciale del Commissario europeo al Commercio Maroš Šefčovič a Pechino, prevista per l'inizio di ottobre, von der Leyen si trova davanti a una scelta.

Deciderà di assumere una linea dura verso la Cina, come ha fatto nel 2023 avviando un'indagine antisussidi sui veicoli elettrici cinesi, o opterà per un approccio più conciliante?

Ultimo ma non meno importante, il primo ministro canadese Mark Carney sarà l'ospite speciale dello Stato dell'Unione, seduto in prima fila al Parlamento europeo per ascoltare il discorso di von der Leyen.

Carney ha dichiarato di volere una "alleanza unica con l'Unione europea" – uno status che al momento non esiste. Almeno, non ancora.

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