Da Mattarella a Meloni, da Schlein a Letta: la politica italiana si ritrova in Campidoglio per l’ultimo saluto a Emma Bonino, protagonista di oltre 50 anni di battaglie civili e politiche
È tutta la politica italiana, da destra a sinistra, a rendere oggi omaggio a Emma Bonino. Nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, a Roma, si celebrano i funerali di Stato in forma laica della storica leader radicale, scomparsa venerdì a 78 anni. Una cerimonia che riunisce esponenti di schieramenti spesso lontanissimi tra loro, accomunati dal riconoscimento del ruolo che Bonino ha avuto nella storia politica e civile della Repubblica.
La sala, con una capienza di circa 200 persone, è gremita di rappresentanti delle istituzioni e della politica. Sono arrivati il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accolti dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri, in fascia tricolore, insieme al leader di Più Europa Riccardo Magi e al deputato Benedetto Della Vedova. Presenti anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè e il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso.
Ci sono ministri del governo Meloni, esponenti del centrosinistra, rappresentanti della galassia radicale e personalità che hanno incrociato Bonino nei suoi decenni di attività politica. Tra gli altri, Marina Calderone, Carlo Nordio e Adolfo Urso, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Romano Prodi, Matteo Renzi, Massimo D'Alema, Angelo Bonelli, Enrico Letta, Mario Monti, Carlo Calenda, Paolo Gentiloni, Laura Boldrini, Renato Brunetta, Maurizio Lupi, Francesco Boccia e Maurizio Gasparri. Presenti anche Roberto Giachetti e Maria Elena Boschi.
In piazza del Campidoglio, dove è stato allestito un maxischermo, sono invece meno di un centinaio le persone che stanno seguendo la cerimonia, complice anche il caldo che continua a farsi sentire sulla Capitale.
Chi era Emma Bonino
Radicale, femminista, europeista e protagonista delle battaglie per i diritti civili: Emma Bonino ha attraversato più di mezzo secolo di politica italiana, arrivando nelle istituzioni dopo gli anni delle mobilitazioni radicali.
È stata parlamentare italiana ed europea, ministra degli Esteri e commissaria europea, portando le sue battaglie anche sul piano internazionale. Aborto e libertà di scelta, diritti umani, laicità dello Stato e integrazione europea sono alcuni dei temi ai quali ha legato il suo lungo impegno politico.
Un omaggio che attraversa gli schieramenti
La presenza in Campidoglio restituisce la misura di una figura che non appartiene a un solo schieramento. Bonino ha avuto alleati e avversari, ha sostenuto posizioni spesso controcorrente e ha attraversato governi, maggioranze e stagioni politiche diverse. Ma sulle sue battaglie e sul suo ruolo nella vita pubblica italiana il riconoscimento arriva oggi da una politica rappresentata praticamente in tutte le sue componenti.
Mattarella, nel messaggio di cordoglio, aveva sottolineato come Bonino avesse "impresso un segno nella vita della Repubblica", ricordandone anche la priorità attribuita all'unità e alla maggiore integrazione dell'Europa.
Durante la cerimonia di oggi, Carla Taibi, storica assistente di Bonino, ha invece ricordato il privilegio e la responsabilità di esserle stata accanto, definendola "una storia politica e umana come poche" e ricordando quanto sia stata "ispirazione per molte ragazze".
Al termine della cerimonia, il presidente Mattarella accompagnerà, secondo il programma, insieme ai familiari e alle altre autorità, il feretro all'uscita.
Per Emma Bonino, protagonista per decenni della politica italiana ed europea, l'ultimo saluto dello Stato assume così un significato che va oltre l'appartenenza politica: il riconoscimento pubblico di una donna che ha contribuito a scrivere alcune delle pagine più importanti della storia civile e politica del Paese.