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Per Bruxelles i beni russi congelati non sono la priorità, almeno fino a quando non avrà garanzie di successo

La Banca centrale russa.
La Banca centrale russa. Diritti d'autore  Alexander Zemlianichenko/Copyright 2026 The AP. All rights reserved.
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Di Jorge Liboreiro
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La Commissione europea non intende riaprire il delicato dibattito sui beni russi immobilizzati senza garanzie di successo. Lo scorso mese il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha colto di sorpresa gli alleati quando ha chiesto loro di colmare un deficit di bilancio da 27 miliardi di dollari

I beni immobilizzati della Banca centrale russa non sono "la priorità principale" in questo momento, ha dichiarato venerdì la Commissione europea, mentre aumentano le richieste di destinare i 210 miliardi di euro a un ulteriore sostegno all'Ucraina in difficoltà di liquidità.

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Svezia, Paesi Bassi, Polonia e Spagna, con il sostegno dei Paesi baltici, hanno chiesto all'esecutivo di elaborare nuove opzioni giuridiche per attingere a questi beni.

L'Ucraina ha avallato l'iniziativa e ha proposto la creazione di un depositario di proprietà dell'UE incaricato di detenere i beni custoditi presso Euroclear, una società di deposito con sede nel centro di Bruxelles.

Questa settimana un gruppo trasversale di 122 membri del Parlamento europeo ha inviato una lettera alla Commissione, chiedendo di "riaprire il dibattito politico" sui beni e di rilanciare la proposta del depositario per "superare" le obiezioni del Belgio.

Venerdì, però, la Commissione ha cercato di frenare questo slancio.

"Non è la priorità", ha dichiarato Paula Pinho, portavoce capo della Commissione. "Abbiamo lavorato a lungo su questo, e ora l'attenzione è altrove".

La priorità della Commissione, ha spiegato Pinho, è duplice.

Da un lato, proseguire l'erogazione graduale del prestito da 90 miliardi di euro, che copre l'assistenza finanziaria e militare all'Ucraina.

Dall'altro, lavorare con il governo ucraino e il Fondo monetario internazionale (FMI) per definire con precisione l'entità del disavanzo di bilancio.

Lo scorso mese il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha colto di sorpresa gli alleati quando ha chiesto loro di colmare un deficit di 27 miliardi di dollari (23 miliardi di euro) nel bilancio del ministero della Difesa. Kiev ha inoltre segnalato per il prossimo anno esigenze di bilancio scoperte per 32,6 miliardi di euro.

Da allora, i funzionari dell'UE e dell'FMI si stanno affannando per capire la natura e l'origine di questa cifra impressionante.

La richiesta di Zelensky ha messo in luce l'enorme compito che attende l'Europa nel sostenere un Paese sotto invasione senza i contributi degli Stati Uniti.

Ha inoltre contribuito a rilanciare la spinta a utilizzare i beni russi, che secondo i sostenitori permetterebbe di evitare nuovi oneri ai contribuenti europei.

La Commissione ha cercato di utilizzare questi beni lo scorso anno tramite una proposta giuridica complessa e innovativa, che però è naufragata a dicembre in un vertice decisivo.

L'esecutivo, che aveva investito molto capitale politico per difendere il piano, si è scontrato con la feroce opposizione del Belgio e le forti riserve di Euroclear.

"Abbiamo chiuso a dicembre con una discussione molto importante in sede di Consiglio europeo. Non abbiamo mai detto che fosse stata tolta dal tavolo. Rimane lì come strumento", ha detto Pinho.

La Commissione, ha aggiunto, deve valutare i fabbisogni finanziari aggiuntivi dell'Ucraina "prima di poter parlare di possibili strumenti concreti per affrontarli".

A parte questo, il commissario all'Economia Valdis Dombrovskis ha dichiarato a Euronews che i suoi servizi sono pronti a "riattivarsi" sul dossier dei beni e a "contribuire a trovare una strada da seguire".

Si è però guardato dal impegnarsi su un nuovo testo legislativo, sottolineando che la Commissione aspetterà garanzie sul fatto che un "accordo possa essere raggiunto tra gli Stati membri".

Il Belgio ha già detto che le sue obiezioni non sono "scomparse per magia". Nel frattempo Euroclear è alle prese con un ricorso legale della Banca centrale russa.

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