Un nuovo modello di intelligenza artificiale potrebbe aiutare gli scienziati a capire le scelte nascoste alla base della lettura e, in futuro, personalizzare i testi per lettori e contesti diversi.
Gli scienziati hanno lasciato che un modello di intelligenza artificiale (IA) determinasse da solo il modo migliore di leggere. Il risultato è che si è comportato in modo sorprendentemente simile ai lettori umani.
I ricercatori dell’Università Aalto in Finlandia, della Hong Kong University of Science and Technology, della City University of Hong Kong e della National University of Singapore hanno utilizzato l’IA per comprendere meglio come leggono le persone.
"Per la prima volta abbiamo usato metodi di IA per capire, non solo imitare, come leggono le persone", ha dichiarato Antti Oulasvirta, professore all’Università Aalto, in un comunicato stampa (fonte in inglese).
Il gruppo di ricerca ha sviluppato il modello partendo dall’idea che i lettori dispongono di tempo, memoria e capacità di elaborare le informazioni visive limitati.
Hanno quindi addestrato l’IA su milioni di testi per massimizzare ciò che riusciva a comprendere entro questi limiti.
Pur non utilizzando, nella fase di apprendimento, dati sui movimenti oculari o sulla comprensione umana per copiare queste abitudini di lettura, i ricercatori hanno scoperto che, confrontando il modello con lettori reali, emergevano molti degli stessi schemi.
Per esempio, il modello impiegava meno tempo su parole comuni o prevedibili ed era più incline a saltarle. Di fronte a parole e frasi difficili o ambigue, invece, tornava indietro più spesso.
"Leggere sembra un processo naturale, ma il cervello decide di continuo dove guardare, cosa saltare e quando tornare sui propri passi, distribuendo l’attenzione come se fosse un budget per massimizzare la comprensione", ha dichiarato Shengdong Zhao, professore alla City University of Hong Kong.
I ricercatori definiscono questo processo "razionalità delle risorse", cioè l’idea che tempo e attenzione, entrambi limitati, vengano orientati dove sono più utili per capire il testo.
Il modello di IA si è adattato alla pressione del tempo in modo simile a 39 adulti che hanno partecipato a un esperimento. Quando il tempo era poco, privilegiava la copertura di una porzione maggiore del testo. Quando il tempo aumentava, dedicava più attenzione ai passaggi difficili e li rileggeva più spesso.
I ricercatori avvertono però che i risultati non dimostrano che il cervello umano esegua esattamente gli stessi calcoli dell’IA.
Secondo il team, il modello offre piuttosto una possibile spiegazione di come diversi comportamenti di lettura possano derivare dall’obiettivo di comprendere il più possibile con risorse cognitive limitate.
Verso una lettura più personalizzata
Una migliore comprensione di come la memoria influenzi la lettura potrebbe, in futuro, aiutare a creare tecnologie che adattino i testi ai singoli lettori e alle diverse situazioni, per esempio tramite app personalizzabili, spiegano i ricercatori.
"Ora che abbiamo questa nuova comprensione di qualcosa di così centrale nelle nostre vite, si tratta soltanto di esplorare tutte le possibilità", ha dichiarato Oulasvirta.
Una possibile applicazione è la realtà aumentata (AR). Questo approccio potrebbe essere utilizzato in occhiali intelligenti per adattare il ritmo o l’impaginazione dei testi sullo schermo alle esigenze dell’utente e alle attività che sta svolgendo.
"Potremmo partire dallo stesso testo originale, per esempio un complicato documento legale, e con poco sforzo produrre versioni più comprensibili per lettori diversi", ha aggiunto Oulasvirta.
Il team intende valutare se la tecnologia possa aiutare le persone con dislessia o con una minore padronanza della lingua. I ricercatori immaginano anche di adattare i testi in situazioni in cui l’attenzione è particolarmente importante, per esempio quando si forniscono informazioni ai conducenti senza distrarli inutilmente.
"Vogliamo aiutare gli utenti in situazioni in tempo reale, per esempio progettando testi che supportino i conducenti senza distrarli", ha concluso Oulasvirta.
Per saperne di più su questa storia, guarda il video nel lettore multimediale qui sopra.