Nessun rischio di movimenti secondari da Ceuta né per lo spazio Schengen, ha affermato il ministro dell'interno spagnolo, che ha chiesto a Roma di ripristinare il trattato di Schengen con Madrid
Il ministro dell'Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska, ha esortato martedì l'Italia a revocare "immediatamente" i controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna imposti dopo la crisi di Ceuta.
"Chiedo che questi controlli aggiuntivi vengano revocati immediatamente perché chiaramente non corrispondono a ciò che è stato riconosciuto", ha detto il ministro durante la conferenza stampa dopo la videochiamata dei ministri dell'interno UE su Ceuta.
"Lo spazio Schengen non è stato in alcun modo compromesso. È emerso chiaramente che Ceuta gode di un regime speciale nell'ambito di Schengen e che nessuno può lasciare Ceuta senza un controllo effettivo".
Tra il 30 e il 31 luglio circa 70mila persone migranti sono entrate a Ceuta, enclave spagnola in Nordafrica, attraverso il confine con il Marocco. Dopo la crisi, la premier Giorgia Meloni ha dichiarato la sospensione temporanea del trattato di Schengen con la Spagna per motivi di "sicurezza nazionale".
"Si tratta di una misura straordinaria, adottata per tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili ripercussioni per la nostra Nazione", aveva scritto Meloni su X il 31 luglio.
"La misura sarà mantenuta in vigore solo per il tempo necessario, con particolare attenzione a limitare qualsiasi impatto sui flussi turistici estivi".
Decisione criticata dal ministro spagnolo durante la videochiamata con dei ministri UE.
"Non lo comprendevo per ragioni diverse: in primo luogo perché la Spagna non ha mai ripristinato i controlli; in secondo luogo perché non c'era alcun rischio di movimenti secondari, dato che Ceuta ha un regime speciale e nessuno esce da Ceuta senza controllo; in terzo luogo perché oggi stesso Frontex e tutti gli intervenuti hanno confermato che lo spazio Schengen non è mai stato a rischio".
"Per questo ho detto che mi sembrava assolutamente priva di necessità e di proporzionalità la misura adottata dall'Italia. Vediamo cosa succede e se ci sarà un ripensamento della situazione: chiedo e sollecito che quei controlli vengano revocati immediatamente", ha aggiunto.
A Ceuta restano duemila persone migranti dei 70mila entrati dal Marocco
Durante la videochiamata, il ministro Grande-Marlaska ha dichiarato che i migranti entrati a Ceuta dallo scorso giovedì sono 72mila, e che 70mila di loro sono già rientrati in Marocco.
Durante un'audizione pubblica, il ministro ha ribadito inoltre che il Centro nazionale di intelligence (CNI) non aveva lanciato un allarme su una possibile crisi migratoria di questa portata, durante la quale oltre 80 persone avrebbero perso la vita nel tentativo di attraversare il confine.
Grande-Marlaska è intervenuto dopo la riunione straordinaria dei ministri dell'Interno dell'Unione europea, tenuta martedì in videoconferenza su richiesta del presidente del governo, Pedro Sánchez, e con l'appoggio di 22 Stati membri.
Al termine dell'incontro, i Paesi dell'UE hanno espresso la loro "forte solidarietà" alla Spagna per quanto accaduto e si sono impegnati a rafforzare i meccanismi europei di rilevazione precoce e di allerta di fronte a questo tipo di crisi.
Il ministro ha definito la riunione "assolutamente costruttiva" e ha assicurato che nel corso dell'incontro è stata riconosciuta la "risposta efficace e immediata" delle autorità spagnole. Tuttavia, diversi dei 22 Paesi che hanno sostenuto la convocazione avevano precedentemente sollevato dubbi sulla gestione del rischio lungo la frontiera meridionale europea.
Come ha spiegato Grande-Marlaska, uno degli elementi emersi con chiarezza dall'incontro è che Ceuta dispone di un regime specifico all'interno dello spazio Schengen, che prevede che nessuna persona possa lasciare la città autonoma senza essere sottoposta a un controllo effettivo dei documenti.
Nessun allarme dall'intelligence spagnola
Grande-Marlaska ha inoltre assicurato martedì che il Centro nazionale di intelligence (CNI) non aveva segnalato neppure un episodio simile a quello vissuto nel 2021, quando circa 10mila persone entrarono a Ceuta nel giro di poche ore.
Il ministro ha difeso il lavoro dei servizi di intelligence, spiegando che se fosse esistita un'allerta su uno scenario simile, l'informazione sarebbe arrivata ai massimi livelli dello Stato. "Questo non è accaduto", ha dichiarato.
Madrid stanzia 25 milioni di euro per Ceuta
Il governo spagnolo ha annunciato lo stanziamento di ulteriori 25 milioni di euro per Ceuta, destinati soprattutto all'assistenza dei minori migranti non accompagnati arrivati durante la crisi.
La nuova dotazione si aggiunge ai 5,5 milioni già approvati a luglio dalla Conferenza settoriale per l'infanzia e l'adolescenza.
"Il governo è stato e continuerà a essere al fianco di Ceuta, soprattutto dei più vulnerabili", ha dichiarato la ministra dell'Inclusione, Sicurezza sociale e Migrazioni Elma Saiz.
Saiz ha inoltre chiesto la collaborazione di tutte le comunità autonome spagnole, comprese quelle governate dal Partito Popolare, per contribuire all'accoglienza dei minori migranti.
La portavoce del governo ha ribadito che l'esecutivo non ha "mai" avuto un rapporto che anticipasse le dimensioni della crisi migratoria registrata giovedì scorso a Ceuta, pur disponendo di previsioni su un aumento degli arrivi irregolari durante l'estate.
La dichiarazione arriva dopo le informazioni diffuse dal Ministero degli Esteri marocchino, secondo cui Rabat avrebbe avvertito Madrid alcuni giorni prima sulle possibili conseguenze di una sentenza della Corte Suprema spagnola sulle espulsioni immediate.
La ministra ha valorizzato la cooperazione del Marocco, ritenuta fondamentale per offrire una "risposta eccezionale" all'emergenza, e ha rinviato alla riunione del Consiglio dei ministri dell'Interno dell'Unione europea, alla quale partecipa martedì il titolare del dicastero, Fernando Grande-Marlaska.
Ha inoltre sottolineato il sostegno espresso dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che lunedì ha elogiato la gestione della crisi migratoria da parte della Spagna.
Due centri educativi per assistere le minori
Da parte sua, fonti del Ministero della Gioventù e dell'Infanzia hanno fatto sapere che, in coordinamento con il Ministero dell'Istruzione, sono stati predisposti due centri educativi a Ceuta per accogliere i minori migranti non accompagnati, con particolare attenzione alle minori di sesso femminile.
Le stesse fonti hanno anticipato che la ministra della Gioventù e dell'Infanzia, Sira Rego, si recherà nella città autonoma nei prossimi giorni per seguire l'evoluzione della situazione e attivare tutte le risorse necessarie per garantire un'accoglienza dignitosa a bambini, bambine e adolescenti.
Tra le misure previste figura anche l'applicazione della riforma della legge sugli stranieri, che introduce un sistema di ricollocamento dei minori dai territori sottoposti a forte pressione migratoria, come Ceuta, verso altre comunità autonome.