La decisione è arrivata in una riunione al ministero dell'Interno, dopo le chiare indicazioni politiche arrivate giovedì dalla premier Meloni e dal governo. La sospensione del trattato è causata dai timori per la crisi migranti a Ceuta. La Spagna ha reagito con forza alla presa di posizione italiana
Il ministero dell'Interno ha disposto la chiusura delle frontiere marittime e aeree con la Spagna, sospendendo quindi il trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone. La decisione era stata di fatto anticipata, giovedì sera dopo l'arrivo di migliaia di migranti a Ceuta, da parte di Giorgia Meloni e dei vicepremier, Antonio Tajani e Matteo Salvini.
La decisione è stata presa in una riunione venerdì mattina al ministero dell'Interno, presieduta dal ministro Matteo Piantedosi, sulla base delle informative del Comitato Analisi sull'Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere.
A seguito di un confronto telefonico tra il ministro e il suo omologo francese, Laurent Nuñez, è stata condivisa l'opportunità di un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre tra i due Paesi nell'ambito di accordi di collaborazione tra forze di polizia già precedentemente sottoscritti tra Francia e Italia.
La stessa Francia ha deciso di rafforzare i controlli alla frontiera terrestre con la Spagna, ha annunciato il presidente, Emmanuel Macron, offrendo sostegno alle autorità spagnole per gestire l'emergenza nell'exclave sulla costa nordafricana.
La reazione della Spagna e dell'Ue
Già giovedì sera il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, aveva condannato la richiesta del collega italiano, Antonio Tajani, di sospendere il trattato, e deciso di convocare per chiarimenti l'ambasciatore italiano a Madrid.
Dal ministero, ha appreso l'agenzia Ansa, si precisa che la crisi migratoria che ha investito Ceuta "non ha nulla a che vedere con la regolarizzazione dei migranti approvata dal governo spagnolo", ma è stata innescata da un'interpretazione della recente sentenza della Corte Suprema sulle persone entrate a nuoto, "strumentalizzata dalle mafie e dalle organizzazioni criminali".
Venerdì però altri Paesi Ue si sono avvicinati alla posizione italiana, come Finlandia, Paesi Bassi, Danimarca, Repubblica Ceca e Svezia. "La Spagna ha completamente fallito nel proteggere il confine esterno dell'area Schengen dalle incursioni. Questo non può continuare", ha scritto su X la ministra dell'Interno finlandese Mari Rantanen.
“La situazione a Ceuta è inaccettabile e sono in stretto contatto con le autorità spagnole: ribadisco che non ci sono movimenti diretti verso il continente europeo e gli altri Stati membri” è intervenuto su X il commissario europeo agli Affari interni, Magnus Brunner.
"Il codice di frontiera Schengen", sottolinea Brunner, “stabilisce regole speciali che si applicano a Ceuta e Melilla e i controlli sulle persone in partenza da Ceuta continuano ad applicarsi”.
La chiusura di Schengen infiamma il confronto politico in Italia
In un contesto di fatto di campagna elettorale in vista delle politiche del prossimo anno, l'ipotesi di sospendere Schegen ha generato un dibattito nelle ultime ore, che ha coinvolto anche l'estrema destra europea - Rassemblement National francese, Alternative fur Deutschland, Reform Uk - partiti che hanno inviato il loro plauso per la decisione presa da Roma.
Tajani ha commentato la decisione assunta dal governo italiano con un messaggio pubblicato su X, nel quale ha dichiarato: "La sospensione temporanea di Schengen con la Spagna è una scelta necessaria per tutelare la sicurezza dei nostri cittadini e difendere le frontiere europee. Una misura prevista dai trattati e resa oggi ineludibile".
Il ministro ha quindi aggiunto che "la crisi dei migranti a Ceuta ci ricorda che la gestione dei confini dell’Unione è responsabilità comune dei nostri Paesi, l’uno verso l’altro. Occorre lavorare insieme per evitare che flussi incontrollati di migranti entrino nel territorio dell'Ue, con tutti i rischi conseguenti e con la minaccia del terrorismo, che va contrastato senza incertezze".
La Lega ha ribadito in una nota la necessità di prendere questa misura, poi arrivata. "Quando la gestione dei flussi mette sotto pressione i sistemi nazionali, è necessario adottare misure concrete e assumersi la responsabilità di tutelare i propri confini" ha dichiarato Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei ed esponente di Fratelli d'Italia.
Carlo Calenda, leader di Azione, ha sottolineato invece come "chi arriva a Ceuta non può entrare in Ue - regime speciale - e muoversi all'interno secondo i parametri di Schengen. Così per evitare discussioni inutili, slogan e propaganda".
"Sciacallaggio puro. Questo sta facendo il governo Meloni sulla crisi migratoria in corso a Ceuta, città autonoma spagnola situata nel Nordafrica", ha commentato la deputata del Partito democratico, Laura Boldrini, per colpire l'apertura del premier spagnolo sui migranti. "Sánchez non ha riconosciuto la cittadinanza spagnola, ha fatto una regolarizzazione dando il permesso di soggiorno a 500mila migranti che già vivono e lavorano in Spagna", ha detto Boldrini.
"Qualcuno spieghi a Giorgia Meloni un dettaglio chiamato geografia. Ceuta è territorio spagnolo, ma si trova fisicamente in Africa. Fa parte dello spazio Schengen, ma con un regime speciale: il confine con il Marocco è una frontiera esterna. Non è quindi vero che chi entra irregolarmente a Ceuta possa mettersi liberamente in viaggio per l'Europa, ha commentato il vicepresidente del M5S Stefano Patuanelli.