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UE-Cina, Bruxelles accelera sul riequilibrio commerciale: “Risultati concreti entro ottobre”

Il commissario europeo al Commercio Maroš Šefčovič ha incontrato il 29 giugno a Bruxelles il suo omologo cinese, il ministro del Commercio Wang Wentao.
Il commissario europeo al Commercio Maroš Šefčovič ha incontrato il 29 giugno a Bruxelles il ministro cinese del Commercio Wang Wentao. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Peggy Corlin
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L’UE intensifica il confronto con la Cina sul commercio: Šefčovič punta a risultati concreti entro ottobre tra tensioni su dumping, accesso al mercato e sovraccapacità produttiva

L’Unione europea punta a ottenere “risultati tangibili” nel dialogo commerciale con la Cina entro ottobre. È quanto ha dichiarato lunedì il commissario europeo al Commercio, Maroš Šefčovič, durante i colloqui a Bruxelles con il ministro cinese del Commercio Wang Wentao, in un momento di crescente tensione tra Bruxelles e Pechino.

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L’incontro tra i due rappresentanti è proseguito anche in serata e rappresenta uno dei passaggi più delicati nel tentativo dell’UE di riequilibrare le relazioni economiche con la Cina, dopo settimane segnate da minacce di ritorsioni da parte di Pechino contro le misure europee per contrastare la sovraccapacità produttiva cinese.

“I colloqui di oggi sono stati intensi, mirati e costruttivi”, ha dichiarato Šefčovič ai giornalisti. “Fin dall’inizio il mio obiettivo è stato chiaro: avviare un riequilibrio delle relazioni commerciali tra l’Unione europea e la Cina”.

Disavanzo record e pressing degli Stati membri

Al centro del confronto c’è il crescente squilibrio commerciale tra le due economie. Secondo Bruxelles, il deficit commerciale dell’UE con la Cina ha raggiunto il livello record di circa 1 miliardo di euro al giorno, spingendo gli Stati membri a conferire alla Commissione europea un mandato politico più forte per negoziare con Pechino.

Durante il vertice europeo di metà giugno, i governi dell’UE hanno infatti chiesto alla Commissione di avviare un dialogo più incisivo con la Cina per ottenere risultati concreti sul riequilibrio degli scambi commerciali.

Šefčovič ha annunciato che il confronto tra le parti sarà ulteriormente intensificato nei prossimi mesi. “Le nostre squadre hanno un mandato chiaro e un calendario ambizioso per ottenere risultati tangibili entro ottobre di quest’anno”, ha affermato, aggiungendo che in autunno si recherà personalmente a Pechino per verificare i progressi compiuti.

Accesso al mercato e tensioni sugli appalti pubblici

Uno dei punti più sensibili per Pechino riguarda l’accesso al mercato europeo. A marzo, la Commissione europea ha presentato una proposta di legge destinata a favorire i prodotti fabbricati in Europa negli appalti pubblici, una misura interpretata dalla Cina come un segnale di crescente protezionismo.

Allo stesso tempo, anche le aziende europee denunciano ostacoli sempre maggiori nell’accesso al mercato cinese. In un comunicato congiunto diffuso dopo i colloqui, Bruxelles e Pechino hanno riconosciuto che nuove misure per ampliare l’accesso reciproco ai mercati “possono contribuire a riequilibrare la relazione commerciale”.

Le due parti hanno inoltre annunciato la creazione di un “meccanismo congiunto di monitoraggio” dei flussi commerciali, che secondo Šefčovič utilizzerà dati condivisi da entrambe le parti per garantire maggiore trasparenza.

Berlino cambia approccio verso Pechino

Nel corso della sua visita a Bruxelles, Wang Wentao ha incontrato anche la ministra federale tedesca dell’Economia, Katherina Reiche. Il ministero tedesco ha sottolineato la necessità di valorizzare “interessi condivisi e benefici reciproci”, ribadendo però che mercati aperti richiedono “condizioni di concorrenza eque, catene di approvvigionamento affidabili e relazioni commerciali equilibrate”.

Per la Germania, il tema è diventato particolarmente urgente. I dati pubblicati lo scorso autunno hanno evidenziato un deficit commerciale record di 87 miliardi di euro con la Cina, un segnale che ha contribuito a spingere Berlino verso una linea più severa nei confronti di Pechino.

La crescente concorrenza cinese pesa soprattutto sull’industria automobilistica tedesca, alle prese con profonde ristrutturazioni e con oltre 100.000 posti di lavoro a rischio nei prossimi anni.

L’Europa tra difesa del mercato e timore di ritorsioni

L’UE si trova ora in una posizione delicata. Da un lato, i governi europei vogliono proteggere il mercato interno dalle importazioni a basso costo e da pratiche considerate sleali, come il dumping.

Dall’altro, temono possibili ritorsioni da parte della Cina, che controlla una quota significativa delle esportazioni globali di terre rare, materie prime fondamentali per le tecnologie verdi e per l’industria della difesa europea.

Per rafforzare la protezione del mercato unico, i leader europei hanno chiesto alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di rivedere gli strumenti di difesa commerciale dell’UE e valutare nuovi meccanismi di intervento.

Tra le iniziative allo studio figurano un “meccanismo di diversificazione” per incentivare le imprese europee a ridurre la dipendenza dai fornitori cinesi e un “meccanismo di solidarietà” destinato a sostenere i Paesi più esposti alla concorrenza di Pechino.

I prossimi mesi saranno decisivi per capire se il dialogo avviato tra Bruxelles e Pechino riuscirà davvero a produrre un riequilibrio dei rapporti commerciali o se le tensioni economiche tra le due potenze continueranno ad aggravarsi.

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