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Gibilterra esce dalla lista nera dei paradisi fiscali della Spagna: entra la Russia

Immagine di repertorio della Rocca di Gibilterra, anno 2006
Immagine di repertorio della Rocca di Gibilterra, 2006 Diritti d'autore  Copyright 2006 AP. All rights reserved.
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Di Jesús Maturana
Pubblicato il
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Il ministero delle Finanze aggiorna la lista delle giurisdizioni non cooperative: esce Gibilterra, inserita nel 1991, entra la Russia, in linea con l’UE.

Il ministero delle Finanze spagnolo ha aggiornato la lista delle giurisdizioni non cooperative: l'ordinanza ministeriale pubblicata sabato nel Boletín Oficial del Estado certifica qualcosa che era da anni sul tavolo. Gibilterra smette di essere considerata un paradiso fiscale dalla Spagna, insieme a Barbados, Dominica, Samoa, Seychelles e Trinidad e Tobago.

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La decisione è sostenuta da criteri tecnici, non da gesti diplomatici. La Rocca ha firmato un accordo bilaterale di cooperazione fiscale con la Spagna nel 2019, entrato in vigore nel marzo 2021, il cui funzionamento è stato verificato con esito positivo.

Il ministero delle Finanze sottolinea che Gibilterra fa parte del Forum globale sulla trasparenza e sullo scambio di informazioni a fini fiscali e che non applica più un regime di tassazione bassa o nulla secondo i parametri dell'OCSE. Inoltre, il territorio partecipa al quadro inclusivo BEPS e ha ratificato il Pilastro II, l'accordo dell'OCSE che stabilisce un'imposta minima globale del 15% per le multinazionali.

L'uscita di Gibilterra non è un gesto di cortesia diplomatica: è la certificazione tecnica che rispetta le regole fiscali internazionali, qualcosa che per 35 anni è stato impossibile verificare. Il ministro capo di Gibilterra, Fabian Picardo, ha accolto la decisione con sollievo: ha parlato di "un'ingiustizia storica di oltre 30 anni" e ha detto che era qualcosa che "si sarebbe dovuto correggere da molto tempo".

La misura ha anche un contesto europeo immediato. L'accordo presentato dalla Commissione europea al Consiglio nel febbraio 2026 prevede, tra le altre cose, impegni sulla giusta tassazione e standard contro l'evasione fiscale allineati ai criteri dell'OCSE, richieste da anni dai critici. L'uscita di Gibilterra dalla lista spagnola arriva proprio quando il quadro normativo tra la Rocca, l'UE e il Regno Unito comincia a prendere una forma definitiva dopo la Brexit.

Tuttavia, la decisione non è esente da critiche. Organizzazioni come Tax Justice Network collocano Gibilterra al 37º posto della loro classifica di paradisi fiscali per le imprese e stimano che il territorio provochi una perdita di entrate di 7.354 milioni di dollari l'anno per altri Paesi. Gli esperti di fiscalità internazionale sottolineano che gli elenchi ufficiali misurano soltanto lo scambio formale di informazioni, non le pratiche fiscali effettive.

La Russia entra nell'elenco con un impatto limitato

All'altro estremo di questo aggiornamento, la Russia entra per la prima volta nell'elenco spagnolo delle giurisdizioni non cooperative. L'Unione europea l'aveva già inclusa nella propria lista nera nel febbraio 2023, per la mancanza di cooperazione in materia fiscale con il blocco comunitario. La Spagna segue ora la stessa linea, dopo aver constatato l'esistenza di un regime fiscale ritenuto dannoso secondo i parametri internazionali.

In pratica, l'impatto economico diretto di questa misura è ridotto. Le sanzioni derivanti dalla guerra in Ucraina hanno già limitato in larga misura i flussi economici tra la Spagna e la Russia, per cui l'inclusione nell'elenco aggiunge soltanto un ulteriore livello di controllo su relazioni commerciali già molto limitate.

L'inclusione aumenta la pressione sui capitali russi in Spagna e rende più difficili le transazioni con entità russe, comprese quelle delle imprese spagnole che mantengono ancora qualche legame commerciale con Mosca.

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