L’ex commissario alla Migrazione, nel mirino della giustizia belga per la sua partecipazione alla ONG di Antonio Panzeri Fight Impunity, dichiara che non farà uso dell’immunità parlamentare
La Procura della Corte Suprema civile e penale greca ha trasmesso al ministero della Giustizia la richiesta di revoca dell’immunità per l’ex commissario europeo per la Migrazione, Dimitris Avramopoulos, colpito da un mandato di arresto belga.
Il documento è ora indirizzato al Parlamento greco, così da poter attivare il mandato di arresto emesso dalla giustizia belga. Avramopoulos è chiamato infatti a fornire spiegazioni in Belgio per il caso di corruzione Qatargate, che ha coinvolto l'ong Fight Impunity gestita dall'italiano Antonio Panzeri, un suo collaboratore e l'ex eurodeputata greca Eva Kaili.
Nel mandato di arresto sono contestati i reati di partecipazione a un’organizzazione criminale e di riciclaggio di proventi da attività criminale.
Secondo informazioni diffuse da ertnews, l’ex commissario europeo sarebbe stato convocato due volte in passato dalle autorità belghe per fornire chiarimenti, senza però avere risposto all'invito.
La risposta di Avramopoulos
L'ex commissario greco respinge categoricamente ogni coinvolgimento nel caso, dichiara che non intende avvalersi dell’immunità parlamentare e chiede un’indagine giudiziaria completa sulla vicenda.
In una dichiarazione, Avramopoulos ha detto che «questa vicenda non mi ha mai riguardato», sottolineando che eventuali tentativi di coinvolgerlo sono infondati e privi di reali elementi.
Sottolinea inoltre che la questione che si tenta di riaprire «è stata chiusa definitivamente da tre anni», con piena copertura istituzionale e il sigillo della Commissione europea.
Dimitris Avramopoulos osserva che la sua partecipazione alla ONG Fight Impunity è stata «assolutamente legale, dichiarata e tassata» e assicura di non essere mai stato coinvolto, né direttamente né indirettamente, in alcuna attività illegale o censurabile.
Allo stesso tempo, critica l’atteggiamento delle autorità belghe, definendo «arbitrarie, inaccettabili e sospette» le segnalazioni che lo chiamano in causa, e avverte che ricorrerà a ogni mezzo legale per difendere la propria reputazione.
Dimitris Avramopoulos è sotto esame da parte della giustizia belga per la sua partecipazione, come membro onorario, al consiglio di amministrazione della ONG Fight Impunity, l’organizzazione non profit coinvolta nella clamorosa vicenda Qatargate.
Per lo stesso caso sono state formulate accuse di carattere criminale, tra gli altri, contro il presunto regista dello scandalo, l’ex eurodeputato italiano Antonio Panzeri, l’eurodeputata greca Eva Kaili e il suo ex compagno e collaboratore di Panzeri, Francesco Giorgi.
L’ex commissario per la Migrazione, gli Affari interni e la Cittadinanza sostiene di aver ricevuto complessivamente 75.000 euro per la sua partecipazione al consiglio di amministrazione dell’organizzazione, somma che ha inserito nella propria dichiarazione patrimoniale e sulla quale ha pagato le relative imposte. Aggiunge inoltre di aver ottenuto il via libera dalla presidente della Commissione europea per la sua partecipazione alla ONG.