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Persone partecipano alla parata annuale del Pride lungo il lungomare di Tel Aviv, in Israele, venerdì 12 giugno.

Video. Tel Aviv, primo Pride dal 7 ottobre: gli israeliani tornano in piazza

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Migliaia di persone hanno partecipato il 12 giugno al Pride di Tel Aviv, riempiendo il lungomare di bandiere arcobaleno, musica e richieste di maggiori diritti LGBTQ+ in una regione dove l’uguaglianza resta limitata.

I partecipanti hanno sventolato bandiere arcobaleno, ballato accanto ai carri pieni di musica e chiesto di proseguire l’azione per l’uguaglianza e l’inclusione. Secondo le autorità, oltre mille agenti di polizia e volontari sono stati mobilitati per garantire la sicurezza dell’evento. Per molti presenti, la parata è stata al tempo stesso una festa e un segnale di resilienza, dopo diversi anni segnati da tensioni politiche, guerra e timori per la crescente ostilità verso le persone LGBTQ+.

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In Israele, gli attivisti hanno sottolineato che le persone LGBTQ+ possono partecipare apertamente alla vita pubblica, anche in parlamento e nelle forze armate, una condizione ancora rara in gran parte della regione. I promotori delle campagne, però, affermano che permangono sfide significative. Alcuni partecipanti hanno raccontato di aver subito insulti e abusi omofobi e sostengono che la piena uguaglianza giuridica e sociale non sia stata ancora raggiunta. I partiti religiosi continuano a opporsi a molte iniziative a favore dei diritti LGBTQ+, riflettendo dibattiti più ampi all’interno della società israeliana.

Su questo sfondo, i partecipanti alla marcia di Tel Aviv hanno sfruttato l’evento annuale per ribadire le richieste di parità di trattamento e promuovere visibilità, accettazione e libertà personali.

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