I livelli di efficienza energetica sono in aumento, ma non abbastanza rapidamente, secondo Bruxelles, che ha avviato una procedura d’infrazione contro tutti gli Stati membri dell’Ue. L'Italia si colloca all'ultimo posto per tempi di ristrutturazione
La scorsa settimana l’Ue ha avviato una procedura di infrazione contro tutti gli Stati membri per non aver ancora recepito integralmente nella legislazione nazionale la direttiva sulla prestazione energetica degli edifici (Epbd), nota anche come Green Homes Directive. Il termine per farlo era il 29 maggio 2026.
L’obiettivo di Bruxelles era di mettere il blocco su una traiettoria comune verso le emissioni nette zero entro il 2050, imponendo la modernizzazione degli edifici, il maggior consumatore di energia in Europa.
L’apertura della procedura di infrazione, che comporta l’invio a ogni Stato membro di una lettera di messa in mora per completare il recepimento, non significa che l’Europa non stia facendo progressi su questo fronte.
In realtà molti edifici stanno diventando più efficienti dal punto di vista energetico, anche se non alla velocità auspicata da Bruxelles.
Secondo Eurostat, oggi circa un cittadino dell’Ue su quattro vive in complessi più efficienti a livello energetico rispetto a sei anni fa. Ma il ritmo degli interventi varia molto da Paese a Paese.
Il tasso più alto è stato registrato nei Paesi Bassi, con il 60,5 per cento, seguiti da Danimarca (34 per cento), Francia (33 per cento) e Slovenia (33 per cento), tutte intorno a un terzo.
I numeri mostrano un divario enorme con l’Italia, che è fanalino di coda per la velocità delle ristrutturazioni: solo il 3 per cento degli edifici è classificato come più efficiente rispetto al 2018.
Malta (8 per cento) e Grecia (9,5 per cento) non sono molto più avanti, con meno del 10 per cento del patrimonio edilizio reso più sostenibile.
Rendere gli edifici più efficienti significa, per esempio, migliorare l’isolamento di tetti e finestre per ridurre i consumi energetici. Ma l’Ue punta anche a eliminare gradualmente incentivi e sussidi per le vecchie caldaie a gas e a combustibili fossili, a favore di pompe di calore e pannelli solari.
Questi piani hanno però suscitato critiche. Molti Stati membri sostengono che sia troppo costoso attuare le modifiche in tempi così brevi.
"Non è una questione di essere d’accordo o meno con l’Ue, ma di numeri", ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. "Come possiamo intervenire entro il 2033 e far spendere 50 mila euro a una coppia di pensionati per portare la loro casa in classe energetica B?".
Critiche sono arrivate anche dall’ex ministra tedesca dell’Edilizia, Klara Geywitz, del partito socialdemocratico (SPD). Secondo lei non è giusto obbligare le persone a ristrutturare i propri edifici o a vendere le proprietà per rispettare gli standard di efficienza energetica.
Otto Paesi hanno presentato un Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici
Nonostante ciò, anche se nessun Paese ha ancora recepito completamente la direttiva europea, qualcosa si muove sul fronte delle ristrutturazioni.
Otto Stati membri hanno già presentato alla Commissione europea la bozza del loro National building renovation plan (Nbrp). È il primo passo concreto verso l’attuazione della Epbd.
Si tratta di Belgio, Bulgaria, Croazia, Finlandia, Lituania, Romania, Slovenia e Spagna.
I Nbrp devono tracciare una dettagliata tabella di marcia per gli interventi su edifici residenziali e non residenziali. Devono includere un’analisi del patrimonio edilizio nazionale, obiettivi per il 2030, 2040 e 2050 e le politiche per raggiungerli, compresa una valutazione dei fabbisogni di investimento.
A differenza delle strategie precedenti, i Nbrp seguono un modello comune a livello Ue, che consente una valutazione più uniforme dei progressi tra gli Stati membri.
Tuttavia, mentre le strategie esistenti fornivano già un orientamento generale, mancavano di una struttura armonizzata, di indicatori comuni e di tappe vincolanti a livello dell’Unione, ha affermato la Commissione.
Il termine per presentare le versioni finali dei piani è il 31 dicembre 2026.