A Guadalajara, un gruppo di ricercatori ha sviluppato un prototipo di braccio protesico che potrebbe cambiare il modo in cui le persone amputate si adattano agli arti bionici. Il braccio E-Redi, progettato all'Università di Guadalajara, permette agli utenti di controllare diversi movimenti usando un unico sensore muscolare.
Guidato dal dottor Erick Guzmán e sostenuto dal Consiglio statale di scienza e tecnologia di Jalisco, il team punta a semplificare dispositivi che spesso frustrano gli utenti e li portano a rinunciarvi.
Per Alberto Orozco, nato con un arto parziale, non è solo un progetto: è la promessa mantenuta dal suo amico d'infanzia Jorge Velazco, oggi progettista meccanico del braccio.
Il dispositivo, realizzato con stampa 3D, nasconde i motori all'interno dell'avambraccio e aiuta il cervello degli utenti a imparare a controllarlo in modo più naturale, aprendo la strada a future versioni assistite dalla voce.