L'unione europea punta a costruire il sistema di gestione delle frontiere più moderno del mondo. Ma qual è il giusto equilibrio tra solidarietà e responsabilità. I dati Eurostat e le dichiarazioni del commissario europeo per gli affari interni e la migrazione Magnus Brunner
L'Unione Europea sembrerebbe dar seguito alle sue promesse in materia di migrazioni e controlli alle frontiere. Rispetto a qualche anno fa, ci sono meno ingressi e più rimpatri.
Lo indicano i nuovi dati diffusi da Eurostat, che sembrano descrivere una tendenza di medio periodo, più che un semplice cambiamento temporaneo.
Il numero di nuovi migranti che entrano nell'UE è diminuito in modo costante, passando da 5,4 milioni nel 2022 a 4,5 milioni nel 2024 (-24%).
Nel 2025 è calato anche il numero dei richiedenti asilo a cui è stata riconosciuta una forma di protezione. Sono stati 361mila, il livello più basso dal 2019.
Il sistema di gestione delle frontiere più moderno al mondo
Non si tratta solo di un calo degli arrivi in Europa. Sono aumentate anche le espulsioni e i rimpatri dal continente.
Gli ordini di rimpatrio hanno sfiorato il mezzo milione lo scorso anno, il dato più alto dal 2019.
Solo una parte di questi ordini viene però eseguita. Le espulsioni effettive sono state 155.000, il numero più alto dal 2020.
Il commissario europeo agli Affari interni e alla Migrazione, Magnus Brunner, ha dichiarato a Europe in Motion che l'Unione è nella fase finale della più ampia riforma del sistema europeo di asilo e migrazione finora compiuta.
"Con questa riforma rafforziamo la protezione delle nostre frontiere esterne, introducendo il sistema di gestione delle frontiere più moderno al mondo: l'Entry/Exit system", ha spiegato.
Brunner ha aggiunto che l'UE sta rafforzando anche la cooperazione con i Paesi terzi per gestire i flussi migratori e scoraggiare i passaggi irregolari e il traffico di migranti. Ha però riconosciuto che resta "ancora molto lavoro" da fare.
Quali Paesi dell'UE rimpatriano più migranti?
I migranti turchi sono stati il gruppo più numeroso tra i rimpatriati nel 2025, con oltre 13mila persone, seguiti da georgiani (10.475), siriani (8.370) e albanesi (8.020).
La Germania ha effettuato il maggior numero di espulsioni, quasi 30mila, seguita dalla Francia con quasi 15mila e dalla Svezia con oltre 11mila.
Chi ha emesso più ordini di rimpatrio?
Per quanto riguarda gli ordini di rimpatrio, la Francia ne ha emessi molti di più rispetto alla Germania (138mila contro 55mila nel 2025) e agli altri Paesi dell'UE. Ciò significa che la grande maggioranza di chi ha ricevuto un ordine di rimpatrio in Francia non ha poi lasciato il Paese.
La Spagna ha emesso 54mila ordini, seguita dai Paesi Bassi con 32mila.
Lo scarto tra gli ordini di rimpatrio e i rimpatri effettivamente eseguiti, in Francia e altrove, si spiega con diversi fattori.
In molti casi le autorità non riescono a stabilire con certezza il Paese di origine del migrante. In altri, i rimpatri vengono rinviati per motivi di salute o sospesi quando si tratta di minori non accompagnati.
Controlli alle frontiere: quali Paesi respingono più migranti?
Aumentano anche i respingimenti alle frontiere. Nel 2025 le persone a cui è stato negato l'ingresso sono state 133mila, più che nel 2024 e nel 2023.
Secondo Eurostat, nel 30 per cento dei casi il motivo principale del respingimento è stata l'assenza di uno scopo e di condizioni valide per il soggiorno. Nel 17 per cento dei casi, invece, le persone avevano già trascorso tre mesi nell'UE in un periodo di sei mesi.
Nel 15 per cento dei casi l'ingresso è stato negato perché la persona non aveva un visto valido. Nel 13 per cento, invece, il respingimento è avvenuto dopo un'allerta sulla sua presenza nel Paese.
La Polonia segnala il numero più alto di migranti respinti alle proprie frontiere, quasi 30.000, seguita dalla Francia con poco più di 12.000.
Due settimane fa la Commissione europea ha pubblicato una relazione sullo stato di attuazione del Pact on Migration and Asylum (Patto su migrazione e asilo)
La relazione sostiene che gli Stati membri dell'UE "hanno compiuto progressi significativi nell'attuazione del Patto".
La nuova legislazione, adottata nel 2024, punta a creare un quadro comune con una protezione più forte delle frontiere esterne, mantenendo al tempo stesso "regole di asilo eque e rigorose e un equilibrio tra solidarietà e responsabilità".