Nel 2022, Mosca ha usato la Bielorussia come territorio per lanciare l'invasione dell'Ucraina e da allora ha cercato di trascinare ulteriormente Minsk nella guerra
L'Ucraina ha imposto sanzioni contro il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko. Ad annunciarlo, mercoledì 18 febbraio, è stato Volodymyr Zelensky, secondo il quale il governo ucraino "intensificherà significativamente le contromisure contro tutte le forme di assistenza da parte sua nell'uccisione di cittadini ucraini".
Zelensky: "La Bielorussia ha aumentato il sostegno a Mosca"
Il capo di Stato di Kiev ha spiegato che le nuove misure riflettono il maggiore coinvolgimento di Lukashenko nella guerra della Russia contro l'Ucraina. Secondo Zelensky, nella seconda metà del 2025 la Russia ha dispiegato sul territorio della Bielorussia "un sistema di stazioni di collegamento per controllare i droni, che ha aumentato le capacità dell'esercito russo di effettuare attacchi" su alcune regioni settentrionali.
Ciò ha avuto un impatto significativo sull'intensificazione dei raid aerei della Russia contro l'Ucraina, ha aggiunto Zelensky: "Senza l'assistenza della Bielorussia, i russi non sarebbero stati in grado di portare a termine alcune operazioni, in particolare contro le strutture energetiche e le ferrovie".
L'oppositrice bielorussa Tsikhanouskaya: "La complicità ha delle conseguenze"
La leader dell'opposizione bielorussa Sviatlana Tsikhanouskaya ha dichiarato a Euronews che l'annuncio di Kiev è "di principio e tempestivo" e ha ringraziato Zelensky. "Lukashenko non è un presidente legittimo: ha preso il potere e sopravvive solo grazie alla repressione e al sostegno di Mosca. Alla Russia fornisce territorio, infrastrutture, produzione militare e ora anche supporto per sistemi missilistici e droni".
"Queste sanzioni sono mirate contro un dittatore che ha trasformato il nostro Paese in una piattaforma militare per l'aggressione russa", ha aggiunto. "Questo è anche un chiaro messaggio a coloro che lo circondano: la complicità ha delle conseguenze. L'impunità non fa che alimentare i dittatori. La responsabilità rafforza la sicurezza nella regione".
La Russia ha utilizzato in particolare il territorio bielorusso fin dall'inizio della sua invasione su larga scala dell'Ucraina all'inizio del 2022, ma nonostante gli sforzi di Mosca per trascinare Minsk nella guerra, la Bielorussia non è stata mai totalmente coinvolta.
Zelensky ha affermato che la situazione è cambiata in modo significativo, con più di tremila imprese bielorusse che ora forniscono alla Russia macchinari, attrezzature e componenti classificati come di importanza critica. Anche per la produzione dei missili che la Russia utilizza nei suoi attacchi contro l'Ucraina.
Secondo Zelensky, Minsk sta partecipando al prolungamento della guerra
"Si stanno inoltre sviluppando infrastrutture per il dispiegamento di missili a raggio intermedio Oreshnik sul territorio della Bielorussia: una minaccia evidente non solo per gli ucraini ma per tutti gli europei", ha precisato il presidente ucraino.
Tsikhanouskaya ha osservato che l'Ucraina sta "cambiando la sua politica nei confronti della Bielorussia. Kiev non considera Lukashenko come il presidente e lavora con le forze democratiche, poiché lo ritiene una minaccia. L'Ucraina e il presidente Zelensky non sono solo leader dell'Ucraina, ma anche leader regionali. E questo può avere una forte influenza anche sulla Bielorussia".
Annunciando le sanzioni, Zelensky ha affermato che il presidente bielorusso "da tempo scambia la sovranità della Bielorussia con il mantenimento del suo potere personale. Ha aiutato i russi a eludere le sanzioni, giustificando la guerra della Russia e ora aumentando ulteriormente la propria partecipazione al prolungamento del conflitto. Ci saranno conseguenze speciali per questo".
Mosca può ora coinvolgere pienamente la Bielorussia nella sua guerra?
Lukashenko governa la Bielorussia da oltre 30 anni e ha fatto affidamento sulle sovvenzioni e sul sostegno russo. Tsikhanouskaya ritiene che, quattro anni dopo l'inizio della guerra in Ucraina, la Bielorussia sia "profondamente coinvolta, anche se non attraverso soldati sul campo di battaglia". Ciò anche poiché Mosca non rinuncerà ai suoi tentativi e "continuerà a fare pressione su Minsk. Ma la Bielorussia rimane uno degli anelli più deboli dell'architettura regionale russa".
D'altra parte, secondo l'oppositrice bielorussa, inviare truppe direttamente in Ucraina sarebbe estremamente rischioso per Lukashenko: "La società bielorussa è in maggioranza contraria alla guerra. La lealtà dell'esercito in uno scenario del genere non è garantita. Lukashenko sa che una partecipazione diretta potrebbe destabilizzare il suo stesso regime".
Ha anche avvertito che non si tratta solo di una guerra contro l'Ucraina, in cui la Bielorussia assiste la Russia. Lukashenko potrebbe anche aiutare la Russia ad attaccare l'Europa: "La Russia può usare la Bielorussia come piattaforma per fare pressione o addirittura aggredire l'Europa. Con Lukashenko, il Paese è diventato profondamente integrato nella macchina da guerra russa, le cui truppe si addestrano lì. Mentre le infrastrutture militari comuni sono state modernizzate".
"La Russia - ha aggiunto Tsikhanouskaya - ha dispiegato armi nucleari in Bielorussia e sta costruendo infrastrutture per sistemi come il missile Oreshnik. Questo crea minacce dirette non solo all'Ucraina, ma anche alla Polonia, agli Stati baltici e all'Europa in generale. Accorcia i tempi di allerta e aumenta i rischi di escalation".
La Bielorussia viene anche utilizzata attivamente per attacchi ibridi: "Pressione migratoria sui confini dell'UE, operazioni di intelligence, disinformazione, provocazioni nello spazio aereo. Queste azioni possono rimanere al di sotto della soglia della guerra aperta, ma mettono alla prova l'unità e la risposta dell'Europa. La Bielorussia è oggi un elemento chiave dell'architettura militare russa in Europa. Ma questo è il risultato della dipendenza politica di Lukashenko, non della volontà del popolo bielorusso".
Per questo Tsikhanouskaya ha insistito sull'importanza di differenziare il regime di Lukashenko dalla volontà dei cittadini popolo bielorusso: "Sono grata del fatto che l'Ucraina distingua chiaramente tra il regime e il popolo bielorusso. Questa distinzione è estremamente importante per le nostre relazioni future".
"Sono certa che Kiev non dimenticherà mai e non perdonerà mai i crimini di Lukashenko. È nell'interesse dell'Ucraina che la Bielorussia diventi democratica e indipendente dalla Russia", ha concluso.