I media libici hanno confermato che Saif al-Islam Gheddafi è stato ucciso da quattro persone vicino alla città di Zintan, nella porzione occidentale del Paese nordaficano
Abdullah Osman, consigliere politico di Saif al-Islam Gheddafi, ha confermato l’uccisione del figlio dell’ex leader libico, in un breve messaggio pubblicato sulla propria pagina Facebook, senza fornire dettagli sull’identità dei responsabili. L'omicidio è avvenuto martedì sera nella città di Zintan, 136 chilometri a sud-ovest della capitale Tripoli.
Il team politico di Saif al-Islam Gheddafi ha diffuso una nota ufficiale in cui esprime il proprio cordoglio, annunciando che sono in corso le operazioni per il recupero del corpo.
Nella dichiarazione il team afferma che quattro uomini armati mascherati sono entrati con la forza nella sua casa e lo hanno ucciso in modo "vile e infido". La dichiarazione ha aggiunto che Gheddafi si è scontrato con gli assalitori, che avevano disattivato i sistemi di telecamere a circuito chiuso nella sua casa in un "disperato tentativo di nascondere le tracce dei loro crimini efferati".
Saif al-Islam Gheddafi meditava una candidatura alle elezioni presidenziali in Libia
Saif al-Islam Gheddafi è il secondo figlio dell’ex leader libico Muammar Gheddafi ed è stato a lungo considerato il suo possibile successore. Dopo la caduta del regime il 19 novembre del 2011, era stato catturato da una milizia locale mentre tentava di fuggire in Niger, detenuto per diversi anni e successivamente rilasciato.
Negli ultimi anni aveva tentato un ritorno sulla scena politica libica, presentandosi come candidato alle elezioni presidenziali e mantenendo una rete di sostenitori in diverse aree del Paese, nonostante fosse oggetto di un mandato di arresto da parte della Corte Penale Internazionale.
L'avvocato al Zeidy: "Un tradimento. Ucciso perché non si è piegato"
Khaled al Zeidy, avvocato di Saif al-Islam Gheddafi, ha parlato di "atto di tradimento", perpetrato al fine di "mettere a tacere la volontà del popolo libico". Secondo lo stesso legale, l'uccisione sarebbe dipesa dal fatto che il secondogenito del Colonnello "non ha barattato, non ha taciuto e non si è piegato".
L'ex presidente dell'Alto Consiglio di Stato della Libia, Khaled al Mishri, ha definito "un crimine al di fuori del quadro della legge", e auspicato un'inchiesta rapida e trasparente per individuarne i responsabili. Nel frattempo, il procuratore generale Al-Siddiq Al-Sour ha annunciato la formazione di una commissione giudiziaria che si recherà nella città di Zintan, dove è avvenuto il delitto.
Secondo le ricostruzioni, l'omicidio sarebbe avvenuto nel giardino dell'abitazione di Saif al-Islam Gheddafi, ad opera di quattro sicari che prima di penetrare nella casa avrebbero disattivato le telecamere di sicurezza. A riferirlo è l'emittente al-Arabiya, che cita una fonte vicina alla famiglia. La notizia è stata poi confermata anche dal team politico di Gheddafi.
La 444esima brigata di combattimento che opera sotto l'autorità del governo di unità nazionale di Tripoli ha smentito in un comunicato alcune voci che circolano attualmente nella nazione nordafricana, secondo le quali il gruppo sarebbe coinvolto nell'omicidio.
Saif al-Islam Gheddafi era ricercato dalla Cpi per crimini contro l'umanità
Seif al-Islam è stato catturato dai combattenti a Zintan, mentre cercava di fuggire nel vicino Niger. È stato rilasciato nel 2017 dopo che uno dei governi rivali della Libia gli ha concesso l'amnistia. Da allora viveva a Zintan.
Era ricercato dalla Corte penale internazionale con l'accusa di crimini contro l'umanità legati alla rivolta del 2011. È stato anche separatamente condannato a morte in contumacia nel 2015 da un tribunale libico, che lo ha condannato per incitamento alla violenza e omicidio di manifestanti.
Alla fine del 2021, Seif al-Islam ha annunciato la sua candidatura alle elezioni presidenziali del Paese. La mossa è stata vista da molti, in particolare dalle forze politiche anti-Gheddafi della Libia orientale e occidentale, come controversa ed è stata accolta con violenza e proteste.
In seguito è stato squalificato dalla commissione elettorale del Paese, ma le elezioni non si sono mai tenute, poiché le dispute tra amministrazioni rivali e gruppi armati persistono tra i partiti che hanno governato la Libia dopo la sanguinosa cacciata di Moammar Gheddafi.