Agricoltori francesi in piazza a Parigi con 350 trattori contro l’accordo Ue-Mercosur. Blocchi, controlli nei porti e tensione a pochi giorni dalla firma dell’intesa commerciale
Con l’ingresso di circa 350 trattori nel centro di Parigi, la protesta degli agricoltori francesi ha compiuto un salto di scala. Martedì mattina, poco dopo le 6, i mezzi agricoli sono entrati nella capitale da Porte Dauphine, dirigendosi lungo Avenue Foch verso l’Arco di Trionfo, scortati dalle forze dell’ordine. Il corteo ha poi attraversato gli Champs-Élysées, l’Avenue George-V e il Pont de l’Alma, per concludersi con un raduno sul Quai d’Orsay, dove il traffico – come sul Pont de la Concorde – è stato chiuso fino a nuovo ordine.
La mobilitazione è guidata dalla Fédération Nationale des Syndicats d’Exploitants Agricoles (Fnsea) e dai Jeunes Agriculteurs, che denunciano il calo dei redditi, l’eccesso di vincoli normativi e la concorrenza ritenuta sleale delle importazioni extraeuropee. Sui trattori e sugli striscioni campeggiavano slogan come “Nessun Paese senza agricoltori” e “Senza agricoltori non c’è cibo”.
Al centro della protesta c’è l’accordo commerciale Ue-Mercosur, che prevede la creazione di una zona di libero scambio tra l’Unione europea e Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay. L’intesa è stata approvata venerdì a maggioranza qualificata dagli Stati membri, nonostante l’opposizione di Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda, e dovrebbe essere firmata definitivamente sabato in Paraguay.
“Se vogliamo mantenere la nostra sovranità alimentare, dobbiamo poter esercitare la nostra professione”, ha dichiarato Fabrice Moulin, cerealicoltore della regione dell’Eure. “Non siamo per l’anarchia, ma troppe regole finiscono per soffocare il settore. Oggi non possiamo più vivere del nostro lavoro”. Secondo Baptiste Zado, agricoltore nella regione di Yvelines, “l’allevamento francese deve avere la precedenza su quello brasiliano”, perché sottoposto a standard più stringenti in termini ambientali e sanitari.
Parallelamente alla manifestazione parigina, proseguono le azioni di protesta nei porti e lungo gli assi logistici del Paese. A Le Havre, principale hub commerciale francese, un centinaio di agricoltori ha istituito blocchi stradali all’ingresso del terminal container, controllando camion e carichi refrigerati per verificarne l’origine. Secondo Justin Lemaître, segretario generale dei Jeunes Agriculteurs di Seine-Maritime, sono stati individuati “prodotti che non rispettano gli stessi standard di produzione francesi”, come farine importate e zuppe con verdure di origine extraeuropea.
Blocchi e filtraggi sono stati segnalati anche nei porti di Bayonne e La Rochelle, mentre sull’autostrada A1, nei pressi di Fresnes-lès-Montauban, gli agricoltori hanno rallentato il traffico per ribadire la loro opposizione all’accordo con il Mercosur.
Il governo si dice aperto al confronto. La portavoce Maud Brégeon ha affermato che “il dialogo e le discussioni continuano”, in particolare su reddito, gestione dell’acqua e adattamento al cambiamento climatico.
Il ministro dell’Agricoltura Annie Genevard ha riconosciuto che la rabbia del settore è “profonda” e che le richieste sono “legittime”. Venerdì ha annunciato un pacchetto di 300 milioni di euro a sostegno di cerealicoltori, viticoltori e allevatori, misure che però – legate in gran parte all’approvazione del bilancio 2026 – non hanno fermato la mobilitazione.
Secondo il Ministero dell’Interno, in tutta la Francia sono state registrate 55 azioni in 31 dipartimenti, con il coinvolgimento di circa 2.400 persone e 1.000 veicoli agricoli.
La protesta francese si inserisce in un contesto più ampio di mobilitazioni agricole in Europa, dalla Polonia all’Irlanda, passando per Italia, Belgio, Spagna e Grecia. Le richieste convergono su un punto: una revisione delle politiche commerciali europee e maggiori tutele per un settore considerato strategico, ma sempre più sotto pressione, mentre Bruxelles si prepara a procedere con la firma dell’accordo Ue-Mercosur in un clima di crescente tensione sociale e politica.