Dopo la nomina ufficiale a capitale del turismo 2026 del mondo turco, Ankara consolida il suo ruolo di polo culturale di riferimento.
La città costituisce un collegamento strategico tra le civiltà orientali e quelle occidentali, una posizione resa evidente dalla sua ricchezza storica e archeologica. Al Museo delle Civiltà Anatoliche, il vicedirettore Dr. Umut Alagöz ripercorre questa eredità attraverso migliaia di anni di reperti, individuando nell’Anatolia un ponte tra la Mesopotamia e il Mediterraneo.
Questo patrimonio affonda le sue radici nel sito di Gordio, iscritto nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO e antica capitale della Frigia. L’archeologo Mustafa Metin, vicedirettore del Museo delle Civiltà Anatoliche, sottolinea che la cittadella del sito, risalente a 3.000 anni fa, e il tumulo funerario del re Gordio, alto 53 metri, ne facciano un antico centro del potere.
Ancora oggi, quella stessa influenza si riflette nella scena diplomatica e culinaria della capitale: al ristorante Trilye, il proprietario Süreyya Üzmez seleziona frutti di mare provenienti dai quattro mari della Turchia, a rispecchiare lo status della città come raffinato e moderno crocevia di culture.