Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Colossi tech avvertono: prezzi della RAM non torneranno presto ai livelli pre-crisi

Immagini d'archivio.
Immagine d'archivio. Diritti d'autore  Wikimedia Commons
Diritti d'autore Wikimedia Commons
Di Cagla Uren
Pubblicato il
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button

L'altissima domanda di chip di memoria destinati all'intelligenza artificiale sta riducendo la produzione di RAM tradizionale, con aumenti dei prezzi su tutto il mercato

Si moltiplicano gli allarmi che la crisi della memoria dei computer (RAM) non finirà nel breve periodo.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Lenovo ha dichiarato che, dopo l’attuale crisi della memoria, non ci si aspetta che i prezzi della RAM tornino nei prossimi anni ai livelli precedenti alla crisi. Microsoft ha reso noto che i costi della memoria sono più che raddoppiati e potrebbero raddoppiare di nuovo entro l’autunno 2027.

Secondo le valutazioni del settore, la crescente domanda di chip di memoria per l’intelligenza artificiale sta comprimendo la produzione di RAM, il che lascia intendere che i prezzi potrebbero restare elevati a lungo.

Lenovo: la nuova normalità sarà più cara

Intervenendo alla conferenza ISC 2026 su calcolo ad alte prestazioni, intelligenza artificiale e tecnologie quantistiche, organizzata in Germania, i responsabili di Lenovo hanno affermato che i prezzi della RAM "probabilmente non torneranno mai" ai livelli precedenti alla crisi.

Secondo quanto riportato dal sito tecnologico tedesco ComputerBase, questa affermazione ha suscitato risate in sala, ma viene sottolineato che Lenovo in realtà si riferiva ai prossimi circa cinque anni.

Nonostante ciò, l’azienda non si aspetta un ritorno ai vecchi livelli di prezzo nemmeno a partire dal 2028, anche se la capacità produttiva di chip dovesse aumentare.

Secondo Lenovo, dopo il 2030 il settore raggiungerà un nuovo equilibrio, ma questa "nuova normalità" implicherà prezzi della RAM sensibilmente più alti rispetto al periodo pre-crisi.

Microsoft: i costi della memoria sono aumentati di 2,5 volte

Microsoft ha spiegato di avvertire direttamente gli effetti della crisi della RAM.

La società ha indicato che uno dei principali motivi degli aumenti di prezzo delle console Xbox sono i costi della memoria, aggiungendo: "I prezzi di archiviazione e memoria utilizzate nelle console sono aumentati di oltre 2,5 volte. Ci aspettiamo che raddoppino di nuovo entro l’autunno 2027".

Microsoft ha ricordato che i produttori di console vendono spesso l’hardware con margini molto ridotti, se non in perdita, e che i loro ricavi provengono soprattutto dalla vendita di giochi e dai servizi in abbonamento, sottolineando che l’aumento dei prezzi della memoria mette seriamente sotto pressione questo modello di business.

Disputa sui prezzi tra Micron e Apple

Il produttore di memoria Micron ha criticato indirettamente Apple per gli aumenti dei prezzi.

Secondo quanto riportato dal giornalista del Wall Street Journal Rolfe Winkler, il chief commercial officer di Micron, Sumit Sadana, ha dichiarato, senza fare nomi, che in passato alcuni grandi clienti hanno cercato di spingere in modo aggressivo al ribasso i prezzi della RAM.

Sadana ha aggiunto: "Abbiamo detto ad alcuni clienti che si comportavano in modo molto aggressivo sui prezzi che questo non era un approccio costruttivo".

Secondo Micron, questa pressione ha ridotto la redditività dei produttori di memoria, rendendo più difficile investire in nuova capacità produttiva.

Alcuni sviluppi lasciano ben sperare

Anche se il quadro generale del settore appare negativo, alcuni sviluppi potrebbero limitare il ritmo degli aumenti di prezzo.

Asus prevede che nella seconda metà del 2026 i prezzi dei prodotti continueranno a salire, ma con rincari più contenuti rispetto a quanto inizialmente previsto.

Secondo TechRadar, fonti del settore riferiscono che SK Hynix, uno dei maggiori produttori di memoria al mondo, sta valutando di spostare una parte della propria produzione dalle memorie ad alta ampiezza di banda (HBM) utilizzate nei server di intelligenza artificiale di nuovo verso la produzione di RAM tradizionale.

Se ciò dovesse accadere, l’offerta di memoria sul mercato consumer potrebbe allentarsi almeno in parte.

Troppo presto per l’ottimismo nel breve periodo

Gli esperti sottolineano però che, nonostante tutti questi sviluppi, le aspettative complessive per il settore restano negative.

Finché la domanda di memoria per l’intelligenza artificiale resterà elevata, non ci si aspetta che i prezzi della RAM tornino nel breve termine ai livelli di un tempo.

Alcuni analisti sottolineano tuttavia che, nel mercato consumer, i prezzi non possono salire all’infinito. Oltre una certa soglia, gli utenti non accetteranno più i nuovi listini e, con il calo della domanda, il mercato potrebbe ritrovare un nuovo equilibrio.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

Supercomputer più veloce al mondo: la Cina supera Stati Uniti e Germania

Google affitta supercomputer SpaceX/AI per 920 milioni di dollari al mese prima di entrare in Borsa

L'innovazione nanotech di Teja Potočnik porta l'efficienza energetica nella produzione dei microchip