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Supercomputer più veloce al mondo: la Cina supera Stati Uniti e Germania

Le bandiere di Stati Uniti e Cina al Grande Salone del Popolo prima della cena di Stato dei presidenti Donald Trump e Xi Jinping, il 14 maggio 2026 a Pechino.
Le bandiere statunitense e cinese nella Grande Sala del Popolo, prima della cena di Stato di Donald Trump e Xi Jinping, il 14 maggio 2026 a Pechino. Diritti d'autore  P Photo/Mark Schiefelbein, File
Diritti d'autore P Photo/Mark Schiefelbein, File
Di Pascale Davies Agenzie: AP
Pubblicato il
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Uno degli utilizzi più interessanti del supercomputer è il suo ruolo fondamentale nello sviluppo di modelli impiegati nell’intelligenza artificiale (IA).

Un supercomputer in Cina ha superato i concorrenti statunitensi ed è ora il più potente al mondo. È la prima volta dal 2017 che un computer cinese guida una classifica spesso considerata un indicatore della capacità tecnologica di un Paese.

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Il supercomputer LineShine a Shenzhen, in Cina, ha scalzato il computer statunitense El Capitan, finora in cima alla classifica, nell'ultima versione della graduatoria TOP500 (fonte in inglese) annunciata martedì. Per il sistema cinese è il debutto nella lista.

Ci sono però quattro supercomputer europei nella top 10. Scende al quinto posto il supercomputer Jupiter in Germania.

I supercomputer sono particolarmente utili per i ricercatori che vogliono raccogliere e analizzare dati, perché possono effettuare calcoli complessi molto più rapidamente. Ciò permette di affrontare alcuni dei problemi più intricati al mondo, come la scoperta di nuovi farmaci, le previsioni sul clima e sul meteo o la modellizzazione dei buchi neri.

Uno degli impieghi più interessanti dei supercomputer è il ruolo chiave che svolgono nello sviluppo dei modelli usati nell'intelligenza artificiale (IA).

Cosa rende così speciale il supercomputer cinese?

Gli scienziati del progetto TOP500 hanno dichiarato che il supercomputer LineShine del National Supercomputing Center della Cina ha raggiunto 2,198 exaflop, il che significa che può effettuare oltre 2 quintilioni di calcoli al secondo.

El Capitan, al Lawrence Livermore National Laboratory del governo statunitense in California, è ora al secondo posto, davanti ad altri due supercomputer statunitensi situati nei laboratori nazionali del Tennessee e dell'Illinois. Questi cinque sono gli unici supercomputer exascale al mondo la cui potenza sia stata verificata pubblicamente.

LineShine si distingue dagli altri calcolatori ad alte prestazioni perché funziona interamente con chip tradizionali, o CPU, invece dei processori grafici, o GPU, usati comunemente per l'intelligenza artificiale. Per funzionare richiede circa 42,2 megawatt di elettricità, secondo TOP500.

Nel frattempo, mercoledì il premier cinese Li Qiang ha difeso i progressi tecnologici del Paese, descrivendoli come un'opportunità per il mondo e non come una minaccia.

Li ha anche affermato che i forti sussidi statali del Paese non sono la principale ragione della rapida ascesa delle sue industrie high-tech, in un momento in cui funzionari occidentali denunciano che il sostegno pubblico cinese, dall'intelligenza artificiale ai veicoli elettrici, offre un vantaggio competitivo sleale.

Il numero due della leadership cinese ha pronunciato queste osservazioni nel suo discorso alla sessione plenaria di apertura dell'Annual Meeting of the New Champions del World Economic Forum, noto come "Summer Davos", che si tiene questa settimana nella città costiera nordorientale di Dalian.

Ha riconosciuto che crescono a livello globale le preoccupazioni sulle innovazioni tecnologiche della Cina, con alcuni che parlano di "China Shock 2.0", perché considerano il boom high-tech del Paese una minaccia per molte economie avanzate.

Secondo lui, invece, dovrebbe essere vista come una "China Opportunity 2.0".

«Dal punto di vista dello sviluppo globale, "China Opportunity 2.0" significa un accesso più ampio alle tecnologie avanzate e benefici condivisi in modo più diffuso», ha affermato Li.

Che posizione occupa l'Europa?

Questi cinque sono gli unici supercomputer exascale al mondo la cui potenza sia stata verificata pubblicamente, che, per quanto impressionante possa sembrare, è in realtà solo una misura della velocità e del numero di operazioni al secondo che un supercomputer può eseguire.

Tra i Paesi con sistemi nella top 10 figurano anche Italia, Svizzera e Giappone. Nella top 20 compaiono Spagna, Finlandia, Paesi Bassi e Regno Unito.

Lo scorso anno l'Unione europea ha presentato un piano da 20 miliardi di euro per creare siti dotati di supercomputer, così da sviluppare la prossima generazione di modelli di IA attraverso le cosiddette gigafactory dell'IA, che dovranno collegare e coordinare la collaborazione tra centri di supercalcolo, università e imprese.

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